A Genova, le fotografie di Cartier-Bresson in Russia

Cartier-Bresson, Mosca. Unione Sovietica. 1954.  © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos / Contrasto

Più di 40 immagini, al Palazzo Ducale di Genova, ci mostreranno fino al 14 febbraio un Cartier-Bresson inedito in Italia: gli scatti, infatti, furono realizzati in Unione Sovietica il 1954; il maestro fu il primo fotografo ammesso a fotografare in Russia dopo la seconda guerra mondiale.

Le immagini dunque, allestite nella Loggia degli Abati, rappresentano una grande testimonianza: non solo di un periodo storico (e della Russia vista da un europeo), ma anche dello spirito narrativo di Cartier-Bresson. In queste immagini spicca la sua consueta attenzione al lavoro, agli sguardi delle persone, ai piccoli fatti di vita quotidiana che rappresentano l'ossatura della storia.

Ma non è soltanto Repubblica Federale Russa: la mostra, "Cartier-Bresson. Russia" spazia in alcuni dei paesi satelliti dell' "orso" sovietico: in Estonia, nelle repubbliche caucasiche e nell'Asia centrale. E ci propone un altro sguardo su quei paesi, sempre di Cartier-Bresson, ma di circa vent'anni successivo (1972-1973).

Cartier-Bresson

Cartier-Bresson, Mosca. Unione Sovietica. 1954.  © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos / Contrasto Cartier-Bresson, Armenia. Unione Sovietica. 1972.  © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos / Contrasto

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