Trezzo sull'Adda. Rifiutata la collezione De Micheli


Quando la politica incontra l'arte, molto spesso sono danni. Accade a Trezzo sull'Adda che Gioxe e Anna, figli di Ada e Mario De Micheli, scrittore, critico e storico dell'arte scomparso nel 2004, vogliano donare la sua collezione di opere al Comune, che la respinge. La raccolta contiene 800 opere tra dipinti, sculture e disegni di artisti come Guttuso, Morlotti, Sassu, Treccani, Trubiani e Dova e il suo valore è incodizionatamente riconosciuto.

La scusa ufficiale presentata dal sindaco Danilo Villa, eletto in quota Lega Nord, risiede nella mancanza di spazio, “non c'è posto”. Siamo alle comiche. Ma potrebbe esserci dell'altro dietro, visto che il buon Mario De Micheli è stato un partigiano, ha lavorato per l'Unità, ha tradotto Majakovskij. Insomma un uomo di sinistra, il cui valore intellettuale è riconosciuto a livello bipartisan. De Micheli infatti ha insegnato per lunghi anni al Politecnico di Milano ed ha scritto libri di storia dell'arte del Novecento che molti di noi hanno letto.

La vicenda va avanti ed i figli di De Micheli sono intenzionati a onorare la memoria del padre, sepolto a Trezzo e già donatore di molti volumi alla Biblioteca Comunale. Se l'Amministrazione continuerà a rifiutarsi, i figli di De Micheli potrebbero regalare la collezione ai trezzesi, che non si lasceranno sfuggire l'opportunità (anche a livello di turismo culturale) di collocare un patrimonio così prezioso nel cuore della loro città.

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