Restaurato "L'autoritratto con colonna" ripudiato da de Chirico

De Chirico, "Autoritratto con colonna"

L'"Autoritratto con colonna" che Giorgio de Chirico nel 1962 decise di disconoscere è stato restaurato, e sabato 30 gennaio verrà presentato al pubblico nel "Museo Casa Siviero" a Firenze. Il dipinto fu donato del 1943 da Matilde Forti, moglie dello storico dell'arte Giorgio Castelfranco, amico e mecenate di de Chirico.

L'autoritratto verrà esposto in una mostra che vuole documentare attraverso dei pannelli fotografici una serie di opere (almeno 35) che andarono scomparse durante la seconda guerra mondiale (Castelfranco fu perseguitato in quanto di origine ebraica).

In questi casi sorge sempre una domanda: è giusto riportare in vita un'opera disconosciuta, ripudiata dall'autore? O meglio: è preferibile preservare una testimonianza artistica, o rispettare una volontà umana? Spesso a prevalere è la prima opzione: lo stesso Virgilio non voleva che l'Eneide venisse diffusa (in quanto non limata, non finita), ma tutti sappiamo come poi è andata.

Allo stesso modo, gran parte delle opere di Kafka ci sarebbero sconosciute, se Max Brod non avesse deciso di pubblicarle. Forse sono proprio gli artisti che, pur disconoscendole, vorrebbero vedere pubblicate o esposte le proprie opere; altrimenti farebbero come Gogol', che decise di buttare nel camino la seconda parte delle sue "Anime morte"...

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