Iraq: la galleria d'arte sotto le bombe



Uno degli ultimi posti al mondo dove mi verrebbe in mente di aprire una galleria d'arte è Bagdad, eppure c'è qualcuno che l'ha fatto.
Nel momento in cui la maggior parte delle gallerie esistenti chiudeva bottega, all'inizio del 2006, un tizio ha deciso di aprirla. Ho trovato questa intervista al proprietario realizzata dal New York Time, direi che si tratta di uno degli uomini più ottimisti del pianeta, ma perlomeno leggerla fa riflettere, la conclusione che ne ho tratto io è che la speranza è sempre possibile anche nelle condizioni più disperate.

“Se l’Iraq fosse senza cultura, le persone sarebbero come animali: il più forte che mangia il debole. Il più veloce eliminerebbe quello lento”. Sono parole di una semplicità sconcertante, ma fanno riflettere sul ruolo che ha o dovrebbe avere l'arte.

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