A Berlino aspettando Transmediale

transmediale, arte a berlino

Vi scrivo dall'hotel Berulina, a due passi dallo Zoo di Berlino: miracolosamente prenotati i posti nell'ultimo volo low cost disponibile e un hotel dal nome improbablie (ma che assicura una magnifica connessione in squat, come scopro adesso). Il tempo, nonostante le strade ghiacciate è clemente, non si scende troppo sotto lo zero a quanto pare, e i miei guanti di lana sembrano proteggermi alla perfezione.

Mi aspetta un lungo fine settimana pieno di conferenze, dibattiti e performance: è la prima volta che partecipo a questo festival, che negli anni è cresciuto fino a diventare una delle manifestazioni più significative nel panorame delle arti digitali, e non vi nascondo la mia curiosità.

Si inizia domani pomeriggio a partire dalle 13 con The Futurity Long Conversation con Susan Neiman (US), Jem Finer (UK), Drew Hemment (UK), Andy Cameron (UK), Joy Tang (TW), Tim Edler (DE), Trebor Scholz (US), jaromil (IT), Julian Oliver (NZ), Maja Kuzmanovic (HR), Gustaff Harriman Iskandar (ID), Denisa Kera (CZ), Juliana Rotich (KE), Steve Benford (UK), Gabriella Giannachi (IT), Florian Rötzer (DE), Mercedes Bunz (DE), Alexander Rose (US), Sascha Lobo (DE), Tiziana Terranova (IT), Steve Lambert (US), Siegfried Zielinski (DE). Keynote: Richard Barbrook, acuto pensatore della sinistra inglese che ha recentemente pubblicato "Imaginary Futures".

[Foto in altro: il Salon di Transmediale]

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