The museum of everything a Torino

The museum of everything a Torino

Arriverà in Italia alla Pinacoteca Agnelli la mostra "The museum of everything", dal 31 marzo. Dopo mesi di grande successo di pubblico a Londra, sarà interessante vedere la reazione dei visitatori italiani.

Qui a Londra la mostra era ospitata in uno spazio non istituzionale (e bellissimo), a Chalk Farm: un palazzo da tempo non occupato, grande, con molte stanze, su diversi livelli, con all'interno un piccolo bar autogestito, rigorosamente ad offerta libera (come lo era anche l'ingresso alla mostra, che in Italia sarà invece a pagamento). La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli al Lingotto è un contesto decisamente diverso, e indubbiamente le opere esposte risentiranno (non poco) della differenza di ambientazione e allestimento.

Si tratta di oltre 200 opere realizzate nel XX secolo da artisti outsider: autodidatti, emarginati, disagiati psicologicamente, medium, uomini religiosi, artisti ossessivi e visionari, molti dei quali famosi. Opere davvero interessanti, forti e originali, presentate nelle didascalie da nomi del mondo culturale internazionale (da Nick Cave a David Byrne, da Hans Ulrich Obrist a Ed Ruscha). Qualche esempio tra i lavori che ho maggiormente apprezzato: le bambole di Morton Bartlett, i quadri giganti di Guo Fengy, i ritratti di Madge Gill, gli ammiratissimi quadri di Henry Darger, le tavole di Sister Gertrude Morgan, i disegni di Carlo Zinelli...

Un consiglio? Andate a vedere la mostra. Fino al 29 agosto.

The museum of everything a Torino
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