A Reggio Emilia, la pittura di Mario Raciti

Mario Raciti, Mitologia 1992

A palazzo Magnani di Reggio Emilia, si inaugura il 14 marzo la mostra "Mario Raciti. La pittura dell'ignoto": circa 100 dipinti che fino al 2 maggio ripercorranno i cinquant'anni di attività di questo pittore, tanto raffinato quanto poco noto, come spesso capita. Un artista difficile da affrontare, e forse per questo poco conosciuto, perché la sua pennellata si allontana molto dai dettami provocatori dell'arte contemporanea.

Artista quanto mai lirico, criptico, Raciti riesce a incantare attraverso una pittura vaga, che impone allo spettatore la contemplazione, più che la riflessione. Uno stile maturato nel corso di molte esperienze. A partire dalle sue opere firmate negli anni '60, dal carattere molto favolistico e ironico, la mostra giunge agli ultimi 20 anni, dove i titoli della maggior parte delle opere, "Why" e "Mistero", rivelano le inquietudini dell'artista e lo scopo della sua pittura.

Dopo un incremento, negli anni '80, verso il suo stile (da ricordare la personale alla Biennale di Venezia dell'86 e la mostra, due anni dopo, al Pac di milano), una mostra mette in risalto le qualità della sua intera produzione artistica.

A Reggio Emilia, la pittura di Mario Raciti

Mario Raciti, Mistero 2001 Mario Raciti, Mistero 1999 A Reggio Emilia, la pittura di Mario Raciti

Mario Raciti, Why, 2009 Mario Raciti, Mitologia, 1992 Mario Raciti, Faro, 1965

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