Scavi di Pompei, i ministri Bray e Trigilia si mobilitano dopo l'ultimatum dell'UNESCO

I ministri Bray e Trigilia si mettono in moto dopo l'ultimatum lanciato dall'UNESCO a proposito delle preoccupanti condizioni degli scavi di Pompei, patrimonio dell'umanità dal 1997.

Le condizioni degli scavi archeologici di Pompei sono preoccupanti e dopo i crolli degli ultimi anni e le allarmanti infiltrazioni che rischiano di mettere in pericolo uno dei monumenti nazionali più visitati al mondo l'UNESCO ha deciso di intervenire lanciando un ultimatum allo Stato italiano: adottare misure idonee per Pompei entro il 31 gennaio 2013.

L'Unesco si riserverà fino al 1 febbraio 2014 per valutare ciò che il governo italiano avrà deciso di fare e rinvierà ogni decisione al prossimo Comitato Mondiale, nel 2014. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana Unesco, si era affrettato a precisare che Pompei non figura tra i siti in pericolo, ma anche la minima possibilità che la sua posizione di Patrimonio Mondiale dell'Umanità fosse a rischio ha fatto smuovere le acque.

Ieri il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, e il ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia si sono incontrati per discutere proprio della situazione di Pompei e, come confermato dal MiBAC, l'ultimatum ha sortito gli effetti sperati.

I due ministri hanno ricordato che il Grande Progetto Pompei, approvato nel marzo 2012 e finanziato con fondi europei, ha già dato il via a una serie di importanti cambiamenti che ora saranno fortemente accelerati per la realizzazione, entro il 2015, degli obiettivi richiesti dall’Unione europea.

Trigilia e Bray hanno assicurato che velocizzeranno il piano delle opere, rafforzeranno la governance del progetto e adotteranno tutte le misure necessarie per potenziare le capacità gestionali della Soprintendenza e garantire una maggiore fruibilità dell’area archeologica. Tutto questo entro il 2015 grazie proprio a quei 105 milioni di fondi europei messi a disposizione del progetto.

La lista degli interventi include la messa in sicurezza del patrimonio, arrestando le situazioni di degrado denunciate a più riprese, la garanzia di una migliore conservazione per il futuro e l'assicurazione del rispetto assoluto di condizioni di legalità e sicurezza, pur senza ricorrere a interventi straordinari.

A ulteriore garanzia di questa velocizzazione, i due ministri hanno promesso che l'avanzamento dei lavori sarà monitorato e che i cittadini potranno essere informati periodicamente grazie ad aggiornamenti che saranno comunicati in un sito internet realizzato proprio per l'occasione. Tutto bene quel che finisce bene.

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