Google Cultural Institute, mostre online dal British Museum al Museo Galilei di Firenze

Essere up-to-date e accessibili da ogni parte del globo è una realtà ormai fondamentale per gallerie d'arte e musei. In questo contesto digital sempre più impellente si inserisce anche il Museo Galileo di Firenze, da poco sbarcato sul sito del Google Cultural Institute e segnalato tra le collezioni artistiche in primo piano.

Il Google Cultural Institute è la nuova frontiera della fruizione artistica online. Oggigiorno la necessità di essere iperconnessi è sempre più prioritaria sia nel settore prettamente commerciale e lavorativo, che in quello dedicato al tempo libero, alle passioni e alle tematiche culturali e artistiche. Insieme ai suoi partner, il Google Cultural Institute si inserisce in un contesto d'avanguardia, un raccoglitore di cultura democratica e per tutti e uno spazio aggiornatissimo dove un ricco catalogo web svela tutti gli indirizzi da non perdere per quanto riguarda le più importanti mostre d'arte online.

Anche i nostri musei italici più storici si inseriscono in questa realtà virtuale in costante crescita, dove si può vivere l'arte anche comodamente da casa. Questo è il caso per esempio, del Museo Galileo di Firenze che sbarca nel Google Cultural Institute con ben tre collezioni segnalate in primo piano: Le Collezioni Medicee, Le Collezioni Lorenesie e le Collezioni della biblioteca; un ampio repertorio che esamina gli albori di scienza e tecnologia 500 anni fa e ne segue gli sviluppi passo passo dalla scoperta della meridiana all’odierno servizio di Google Maps.

Musei, biblioteche e gallerie d’arte sono un must stop per i viaggiatori più appassionati d'arte, storia e cultura. Grazie a questo innovativo servizio offerto da Mister G, ci viene regalata la preziosa possibilità di accedere ai tesori dell'eredità culturale dell'essere umano anche in quei casi in cui non possiamo visitarli di persona.

Sul Google Cultural Institute sono già presenti oltre 6 milioni di fotografie, filmati e documenti, l’ampiezza e la profondità dei temi trattati è immensa, caratteristica vincente che ha determinato il primato del successo della rete negli anni. Dati fruibili nell'immediato e la possibilità di essere sempre aggiornati sulle ultime esposizioni artistiche dei musei più emblematici o ancora sulle più recenti scoperte archeologiche.

Il British Museum per esempio, è uno dei primissimi siti ad aver sfruttato le infinite possibilità del web, diventando il sito turistico più popolare del Regno Unito e il quarto museo al mondo per numero di visitatori. Questo museo è noto ed apprezzato anche perché ospita una delle più incredibili scoperte archeologiche mai effettuate, la tomba di Sutton Hoo, rimasta intatta per 1.400 anni fino alla sua scoperta nel 1939. Proprio navigando sul fascino che risveglia questa meravigliosa scoperta, il museo ha organizzato la mostra online Sutton Hoo: la nave funeraria anglosassone, un'esposizione che svela i retroscena del ritrovo della nave con filmati degli scavi e foto del famosissimo elmo e di una fibbia per cintura in oro massiccio.

Per gli appassionati del calcio invece, una mostra da non perdere in occasione dell'anteprima dell’edizione 2014 della Coppa del Mondo, che si terrà in Brasile, è quella allestita virtualmente dal Museu do Futebol, dove viene raccontato come lo sport più amato dagli uomini sia arrivato nel Paese sudmaericano. Foto, filmati e poster nella sezione The Game and the People ritraggono l’impatto sociale di questo sport e la sua trasformazione da passatempo per ricchi al gioco moderno.

E infine ecco il nostro Museo Galileo di Firenze, segnalato da Google come uno dei primi a riunire una serie di itinerari culturali che illustrano i collegamenti fra arte e scienza. Oltre ad essere altamente istruttive, queste collezioni comprendono affascinanti e curiosi oggetti come il Giovilabio, utilizzato negli anni che furono per calcolare le orbite delle lune di Giove.


Avviato nel 2010, il Google Cultural Institute si occupa di sviluppare tecnologia con l’obiettivo di promuovere e preservare la cultura online. Tutti i progetti del Google Cultural Institute sono frutto di collaborazioni strette con importanti partner italiani e internazionali: musei, fondazioni, siti di interesse culturale, archivi e altre istituzioni che gestiscono i contenuti di cui sono proprietari all’interno delle piattaforme tecnologiche messe a disposizione da Google. Tra i progetti del Google Cultural Institute: Google Art Project, World Wonders e l’Archivio di Mostre Digitali.

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