Conversazione sulla Bellezza al Museo Hermann Nitsch di Napoli, con Giuseppe Gallo e Andrea Mastrovito

Dialogando sul ruolo dell'artista a partire da un concetto-chiave.

Esiste forse argomento più inesauribile della bellezza? Ponete tale domanda a quell'artista estasiato dalla sua modella, che cerca di riprodurre l'incanto dei suoi tratti, all'innamorata che disegna nella sua memoria i dolci tratti dell'essere amato come Psiche tracciava quelli di Cupido nel buio delle sue notti, al fanciullo che si sforza di riempire l'enciclopedia del suo pensiero con la miriade di concetti, meravigliosi o tetri, che plasmeranno le dimensioni del suo stesso essere, e poi chiedete ancora a colui che, vittima di un destino infame, si è trovato a dover conservare solo il ricordo dei suoi cari ormai scomparsi, come il Botticelli immaginato da Cinzia Giorgio. Ebbene questo ed altri interrogativi che si susseguono senza tregua nella mente di ogni animo artistico e sensibile, animeranno le discussioni odierne di Giuseppe Gallo e Andrea Mastrovito, inserite nel ciclo di conversazioni pubbliche tra artisti, che rappresenta il vol.1 del progetto "La costruzione di una cosmologia", sviluppato attraverso una serie di incontri che sono cominciati a Napoli già il mese scorso, per protendersi fino a novembre 2013, e costeggiare "il ruolo dell’artista nella società", interrogando un tema così complesso attraverso l'ingresso liminare della bellezza, vista nell'ottica della necessità personale, del compito, della responsabilità, del sentimento d'appartenenza e dell'identità. Concetti introdotti, in maniera libera, tormentata e naturalmente letteraria, dal curatore Gian Maria Tosatti:

La bellezza salverà il mondo. E’ quello che scrive Dostoevskij. Ed è una delle ultime cose che pensa il principe Miškin, ne "L’Idiota", mentre per una lunghissima notte veglia, assieme al carnefice, il corpo assassinato di Nastassja Filipovna.
Questa immagine mi riporta sempre con una certa violenza al lavoro di due artisti che ho conosciuto negli anni, Giuseppe Gallo e Andrea Mastrovito. Nella loro opera ritrovo quella tensione magnetica che pone la bellezza nel medesimo bilico dostoevskiano fra esaltazione e fallimento

Via | museonitsch.org

  • shares
  • Mail