"Nessuna arte messicana senza la rivoluzione", una mostra a Londra lo racconta

Nell'ala Sackler della Galleria Burlington House della Royal Academy di Londra si respira aria di rivoluzione: a portarla gli artisti messicani del Novecento in mostra fino al 29 Settembre con Mexico: a revolution in art 1910-1940.

Gli artisti europei non furono indifferenti allo spirito rivoluzionario: cominciarono a trasferirsi in Messico e dare un nuovo slancio alla loro vena creativa, affascinati dalla figura dei lavoratori messicani, dalla natura incontaminata e da una civiltà legata alle forti tradizioni dei popoli indigeni. E' così che nella mostra londinese potremo trovare 120 opere sia di artisti messicani come Diego Rivera, Frida Kahlo e José Clemente Orozco, Morado, Manuel Alvaroz Bravo, sia stranieri come Marsden Hartley, Edward Burra, Paul Strand, Henri Cartier-Bresson, André Breton, Robert Capa e Josef Albers che riconobbe nel Messico la "terra promessa dell'arte astratta".

Trent'anni di arte messicana dal 1910 al 1940 segnati in parte dal dispotismo di Porfirio Diaz e dalla rivoluzione popolare che diffuse la fiducia nell'arte come motore di riscatto politico e sociale, per risvegliare le coscienze del popolo messicano. Il culmine della rivoluzione fu nel 1940 con il generale Lázaro Cárdenas del Río che attraverso riforme sembrò ascoltare di più le esigenze del popolo. Siqueiros, muralista messicano, scriveva che "senza la rivoluzione non ci sarebbe stata la pittura messicana"; la pittura dei muralisti, infatti, nacque in seguito ai primi scioperi studenteschi nel 1911 in cui si andava definendo la figura dell'artista civile desideroso di far uscire l'opera d'arte dai musei, che solo il borghese avrebbe potuto visitare. Un addio alla pittura da cavalletto e l'inizio di un nuovo modo di fruizione dell'arte.

Gli artisti messicani erano fortemente intenzionati a produrre la bellezza che ispirasse la lotta e lo fecero tornando alla semplicità e alla chiarezza del figurativo, capace di descrivere e esaltare le naturali bellezze della loro terra. Da sempre tra i due fuochi che vedevano da una parte la tradizione messicana legata ad usanze feudali e gli echi della meccanizzazione americana, portò spesso gli artisti come Diego Rivera a viaggiare a San Francisco per tornare con nuovi strumenti di liberazione per i suoi contadini.

Una bellissima retrospettiva per conoscere in Europa il fascino di una terra lontana.

Foto| Royal Academy di Londra

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