Jeff Koons è anche un grande collezionista d'arte



Pare proprio che Jeff Koons stia per inaugurare una nuova carriera: quella di collezionista d'arte altrui. E pare anche che la cosa gli riesca proprio bene, almeno a giudicare da alcune sue recenti acquisizioni.

Il suo appartamento di Manhattan trabocca di pittura di maestri del passato e del presente, attentamente combinati fra di loro e con la carta da parati color rosa salmone. I soggetti religiosi di un fiammingo come Quentin Massys va a braccetto con un Fragonard profano (anche se l'atteggiamento della bellissima donna in questione, che allatta al seno, potrebbe essere facilmente frainteso per sacro).

Non mancano nomi da far girare la testa, in caso di uno degli artisti contemporanei più apprezzati dal mercato: Manet, Courbet, Poussin. Proprio il Courbet è uno dei massimi orgogli di Koons: rappresenta una vacca che guarda verso lo spettatore. Jeff non riesce a vederci un tocco di postmodernismo ante litteram: il dolore del mammifero che va al macello, magari per qualche grande catena di ristorazione. Génie oblige, non c'è che dire.

Foto | New York Times

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