Ibrido. Genetica delle forme d'arte al PAC

La primavera del PAC - il Padiglione d'Arte Contemporanea vicino a Porta Venezia a Milano si anima con una mostra a più livelli. Ibrido. Genetica delle forme d'arte, dal 13 al 31 marzo 2010, è un'esposizione che ne contiene altre al suo interno.

L'allestimento è a cura di cura di Giacinto Di Pietrantonio (curatore, tra l'altro della sezione contemporanea di Miart 2010) e Francesco Garutti e viene accompagnato da una serie di incontri e conferenze, che si interrogano nel punto d'incontro tra arte e vita, territorio liminale per antonomasia.

Alla luce dei nuovi scenari geopolitici, con l'impeto della globalizzazione che rende più estese le relazioni sociali, si infittiscono le dinamiche crossculturali e il mondo si riconfigura sulla base di parametri ibridi. Nel lavoro degli artisti in mostra (Beuys, Pistoletto, Getulio Alviani, Alcide Paolini, Alessandro Mendini, Gianni Pettena, D.Silver, S.Xhafa, J.Wolfson, O.Breuning, M.Nelson, L.Hempel, T.Rollins, G.Matteucci, G.Kuri, D.Hirst, R.Hamilton, Y.Morimura, A.Garutti, A.Pessoli, R.J.Galindo, V.Carrubba, O.Eliasson, N.Solakov, M.Rubbi, P.Tuttofuoco, K.Smith, M.Nigro, F.Arena, L.Vitone, P.Parreno, R.Tiravanija, Gilbert) la postmodernità si ricompone, a volte con l'ausilio e la fondazione di una nuova 'ecologia della mente', a volte fugge in immagini inquietanti e allarmanti, che sfruttano il potere provocatorio e corrosivo dell'arte contemporanea.

  • shares
  • Mail