Il nuovo surrealismo di Neo Rauch


Neo Rauch, classe 1960, da Lipsia, è probabilmente uno dei più accreditati e riusciti tentativi di riproporre, oggi, il surrealismo in pittura.

Un Magritte tedesco, quanto un de Chirico ancora meno italiano. Eppure più rigoroso in composizione e soggetti che nella linea, senza ricorrere all'illusione ottica, ma solo alle molte sociali, culturali e politiche del suo tempo e dei suoi luoghi, partendo proprio dalla stessa Lipsia da cui non ha mai mosso il suo atelier.

Ha appena realizzato undici tele espressamente per una personale a New York City, nella Galleria intitolata a Gioconda and Joseph King, al Metropolitan Museum.

Il contrasto fra la mente dell'uomo e le immagini che essa produce (e i processi che conducono a questa incessante attività) era uno dei temi favoriti di Magritte.

Per Neo Rauch, il dissidio più stridente e affascinante, quello più meritevole di essere rappresentato, invece, deve essere quello fra l'arte e la vita, come fra il mestiere di chi è di qua o di là del palcoscenico nel dipinto che postiamo.

immagine | "Nexus", olio su tela, 2006

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