Quadri bruciati in Romania: la storia delle opere rubate al Kunsthal di Rotterdam

La storia dei capolavori di Picasso, Monet, Freud e Matisse dati alle fiamme

Uno scempio senza precedenti, opere di Henri Matisse, Meijer de Haan, Pablo Picasso, Claude Monet, Paul Gauguin e Lucien Freud date alle fiamme e perse per sempre: perchè, dopo essere stati trafugati dal Kunsthal di Rotterdam lo scorso ottobre da ladri forse non troppo esperti, quei lavori di altissimo valore (dai 50 ai 100 milioni di euro, ma non erano tra i pezzi più 'costosi' dell'esposizione) erano invendibili.

I quadri facevano parte della mostra temporanea Avanguardie, organizzata per il 20mo anniversario del museo, e facevano parte della collezione privata della Triton Foundation.

La donna che li ha distrutti - Olga Dogaru, madre di Radu Dogaru, uno dei componenti della banda - ora rischia un'incriminazione per "crimini contro l’umanità", secondo quanto riferito da Ernest Oberlander-Tarnoveanu, il direttore del Museo Nazionale di Storia della Romania, che ha compiuto la perizia sulle ceneri rinvenute, e ha purtroppo dovuto confermare la triste verità.

Ecco quali sono i capolavori andati perduti.

Pablo Picasso - Testa di Arlecchino

Le opere perdute

"Testa di Arlecchino" di Pablo Picasso

Il quadro è del 1971. Dal 1968 al 1971 Picasso dipinse moltissimo, e realizzò anche centinaia di acqueforti. I lavori di questo periodo perà vennero soltanto riscoperti dopo la morte dell'artista, e valutati come opere di neoespressionismo.

"Autoritratto" di Meijer de Haan

La datazione del quadro risale al 1889-1891. Si recò in Bretagna, prima a Pont-Aven e poi a Le Pouldu, insieme a Gauguin. Chiese a Gauguin di dargli lezioni di pittura e in cambio De Haan gli avrebbe pagato la pensione. A livello stilistico in quel periodo aderì alle idee postimpressioniste, al cloisonnisme (o sintetismo). Dopo i primi mesi a Le Pouldu, De Haan decise di seguire Gauguin a Tahiti, ma la famiglia gli tolse ogni sostegno economico. Nel 1890 rientrò in patria.

"Donna davanti una finestra aperta" di Paul Gauguin

L'artista ha dipinto l'opera nel 1888. All'epoca il pittore viveva in Bretagna, a Pont-Aven. Nell'estate di quell'anno a Pont-Aven arrivarono diversi pittori tra cui Charles Laval e Émile Bernard. Nello stesso anno Gauguin dipinse "La visione dopo il sermone", e lo stile di quel periodo della sua vita è stato definito cloisonnisme (o sintetismo): il colore è chiuso in 'zone', annullando così ogni rapporto tra spazio e volumi.

"Donna con gli occhi chiusi" di Lucien Freud

Opera recente, risalente al 2002 (Freud è morto all'età di ottantotto anni il 21 luglio 2011). Viene considerato da molti come il 'rivoluzionario del ritratto'. Lucien era nipote di Sigmund Freud, il famoso neurologo e psicoanalista.

"Waterloo Bridge" e "Charing Cross bridge" di Claude Monet

A Londra Monet, dal balcone della sua stanza al quinto piano dell'Hotel Savoy, sulla riva nord del Tamigi, poteva vedere a sinistra il Ponte di Waterloo e a destra il Ponte di Charing Cross. Il Ponte di Waterloo è un soggetto che il pittore ha rappresentato in una serie di dipinti ad olio (più di 40 opere) e pastello (circa 25 opere) realizzati tra il 1899 e il 1904.

"La lettrice in bianco e giallo" di Henri Matisse

Quest'opera è stata dipinta nel 1919. Nel 1917 Matisse si trasferì a Cimiez, in Costa Azzurra, un sobborgo di Nizza. Rispetto al decennio precedente (in cui ha realizzato opere come "La stanza rossa" o "La danza"), i lavori che il pittore realizzerà sono considerati più 'morbidi'. Famose le sue rappresentazioni di odalische.

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