Omar Picasso: street art in Egitto sotto il regime militare

In un Egitto sempre più instabile ed attraversato da lotte intestine, l'ultima speranza è riposta nell'arte di strada, in quella nuova generazione di artisti emersi in Piazza Tahrir due anni fa, che noi di Artsblog stiamo seguendo con attenzione.

Dopo il rovesciamento di Hosni Mubarak nella primavera araba, nelle scorse settimane abbiamo assistito al golpe dell'esercito che ha spodestato il nuovo presidente Mohamed Morsi, le cui promesse di democrazia erano state ampiamente disattese.
I problemi nel paese sono anzitutto di ordine culturale, manca la tolleranza. Prima gli islamisti volevano cancellare il glorioso passato dell'antico Egitto, dei regni dei faraoni. L'esercito adesso impone nuovi simboli ed una sorta di autocensura per rapper e artisti. Ma c'è ancora qualcuno che non piega il capo.

Oggi incontriamo Omar 'Picasso' Fathy, illustratore, pittore, fumettista e muralista, portavoce di una nuova generazione di giovani creativi che non vogliono né un governo religioso, né un governo militare. Omar ha avuto il coraggio di realizzare un grande murales sulla parete esterna dell'American University of Cairo, vicino a Ittihadiya (il palazzo presidenziale) raffigurante i volti dei sovrani spodestati, Mubarak, il feldmaresciallo Tantawi e Mursi - uno dietro l'altro in serie, e poi un volto nero che indossa un berretto militare, con un grande punto interrogativo.

Il regime militare è transitorio e deve guidare il paese verso nuove elezioni, ma per molti questa fase di attesa è negativa – soprattutto per coloro che credono ancora nella rivoluzione.

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