Venezia si trasforma, alla Stazione Santa Lucia con The Irrational City 2.0

Paolo Cesaretti e Antonella Dedini per un'enigmatica installazione veneziana.

The Irrational City 2.0 alla Stazione Santa Lucia di Venezia, passaggio, Foto di Lorenzo Pennati.

Sulla stazione di S. Lucia è spuntato un'originale π luminoso, che vi resterà fino al novembre prossimo. Non di tratta di un graffito, bensì dell'installazione luminosa THE IRRATIONAL CITY 2.0, opera degli architetti Paolo Cesaretti e Antonella Dedini. Cinque metri di realizzati materialmente grazie ad una tecnologia LED di ultima generazione, attenta alle problematiche dell'impatto ambientale, da due visionari dello spazio. Il consumo energetico dell'intero lavoro ammonterà complessivamente 400w, meno di un elettrodomestico casalingo.

The Irrational City 2.0 alla Stazione Santa Lucia di Venezia, Foto di Lorenzo Pennati.

Un simbolo ricco di significati per una realizzazione site-specific che porta avanti il progetto progetto THE IRRATIONAL CITY, presentato di medesimi lo scorso anno nel cortile di Palazzo Bembo, durante la mostra "Traces Of Centuries & Future Steps", e prosegue lungo la linea di "Growing By Numbers", altra installazione realizzata nel 2011 e diventata un simbolo distintivo della città di Milano.
Installata nel perimetro della stazione, al limitare fra la terra ferma e la città lagunare, richiama l'idea pitagorica dei principi matematici come elementi di lettura dell'intera realtà, con una particolare attenzione al π, prima lettera della parola "perimetro" (in greco 'misura attorno') che definisce con chiarezza l'attualità di Venezia, ambivalente perimetro spazio-temporale, scaldato dal simbolo illuminato in rosso vivo e montato sul muro di una cabina elettrica ai margini dei binari, in fondo alle pensiline, visibile ai viaggiatori in arrivo e in partenza.

The Irrational City 2.0 alla Stazione Santa Lucia di Venezia, installazione, Foto di Lorenzo Pennati.

THE IRRATIONAL CITY 2.0, alla Stazione, è oggi un gesto simbolico che vuole sollevare alcune domande sulla natura di questa città, con riferimento al suo essere straordinaria, città museo cristallizzata in un perimetro temporale e geografico. Ma a Venezia in realtà cosa è irrazionale? I rigidi e perpetui flussi dei turisti o le strade d’acqua condizionate dalle maree? E’ una città sospesa nel suo passato e chiusa nei suoi confini, che subisce la contemporaneità attraverso le logiche del turismo di massa e delle attività al suo servizio. L'installazione luminosa viene collocata nello snodo urbano che segna il limite fra il tempo contemporaneo della terraferma e il tempo sospeso della laguna. E' il luogo in cui i due sistemi entrano in conflitto ed il primo si sovrappone semplicemente al secondo senza un reale dialogo.

Foto di Lorenzo Pennati.

Via | davisefranceschini.it

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