La grande Moschea Sheikh Zayed di Abu Dhabi

Un incanto sacro di candido marmo e decorazioni floreali.

La sua realizzazione ha dato luogo ad un cantiere colossale, arrampicato su una collina artificiale di nove metri d'altezza, costruita proprio per permettere alla moschea di dominare con la sua presenza i luoghi circostanti. Si tratta della Sheikh Zayed Grand Mosque, situata in località Al Maqtaa ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Un trionfo di materie preziose, composte a creare quella che è stata recentemente inserita nella Top 25 delle attrazioni segnalate su TripAdvisor.
Un luogo che, al contrario delle altre moschee degli Emirates, può essere visitata anche da non mussulmani, grazie ad un organizzatissimo servizio di guide in inglese ed arabo.
Un mix di stili, Mamluk, Ottomano e Fatimid, sovrastato da ben 82 cupole decorate internamente da artigiani marocchini e ricoperte esternamente dallo stesso marmo candido del Taj Mahal, in un sontuoso insieme di colonne dai capitelli dorati, che si offre ai visitatori che possono così inoltrarsi in una vera e propria cittadella sormontata da sette enormi lampadari in cristallo, realizzati dalla Faustig di Monaco, con tanti record. Quello della più ampia cupola di moschea, e anche quello dell'imponente tappeto al suolo, tessuto in Iran da esperte mani quasi esclusivamente femminili e assemblato sul posto con punti nascosti, che danno l'illusione di camminare su un unico pezzo.
Così come hanno fatto alcuni noti membri della corona britannica, con tanto di visita della regina Elisabetta e consorte, così come il figlio Carlo e Camilla.
E pensare che in questo mosaico di composita bellezza ci sono alcuni pezzetti di maestria tutta italiana, anche sul muro più santo del luogo, quello orientato in direzione di La Mecca verso il quale i fedeli si rivolgono per pregare, angoli di un paradiso architettonico composto anche con marmo Aquabianca e bianco di Carrara (proveniente dalle cave nelle quali si serviva anche Michelangelo) su professionalità raffinata di Rocco Magnoli e Lorenzo Carmellini.
E per immergersi nei luoghi già da lontano, c'è una galleria fotografica da "Mille e una notte", e anche un complesso sistema di luci notturne che seguono i ritmi del calendario mussulmano e proiettano sulle superfici esterne le nuvole che avanzano in direzione de La Mecca.

Foto by MARWAN NAAMANI/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | szgmc.ae/en

  • shares
  • Mail