La chiocciola delle e-mail entra al MoMA

Chiocciola e-mail
Paola Antonelli, curatrice del dipartimento di architettura e design del MoMA ha annunciato sul sito del museo l'acquisizione di un oggetto particolare, il simbolo dell'e-mail che milioni di persone, almeno una volta al giorno, digitano (qui l'articolo originale). Ed è inutile dire che il MoMA, naturalmente, non ha sborsato una lira.

Il museo si è infatti limitato a esporne un esemplare, e i diritti di riproduzione saranno altrettanto ovviamente liberi. Un'opera senza prezzo, dunque, e che si è voluto includere nella celebre collezione per la sua storia, per molti versi insospettabile. E' già presente in alcuni documenti del VII secolo, e serviva per risparmiare spazio nella scrittura della preposizione latina "ad". Nella Venezia del cinquecento, invece, indicava un'anfora di terracotta.

Fu l'ingegnere elettronico Ray Tomlinson, inventore del primo sistema e-mail, a rivestirle la chiocciola del significato che noi tutti, ora, diamo per scontato. Una curiosità: per gli italiani e i francesi è una chiocciola, ma siamo gli unici. I finlandesi, ad esempio, ci vedono un gatto.

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