Alla Pinacothèque di Parigi con Tamara de Lempicka, ultime settimane tra Art Nouveau e Art Déco

Viaggio nella rivoluzione decorativa di inizio secolo scorso con Tamara de Lempicka.



Due mostre complementari che porteranno, fino all'otto settembre 2013, i visitatori della Pinacothèque di Parigi alla scoperta di un mondo di decori ed arabeschi ispirati alla natura. Dalla retrospettiva dedicata all'apogeo dell'Art nouveau francese, alla sua evoluzione nel movimento Art déco, fino al ruolo di tramite assunto da una delle icone più rappresentative: Tamara de Lempicka.

La Pinacothèque de Paris ha scelto di mostrare l'opera di Tamara e illustrare la maniera nella quale l'artista coincide perfettamente, attraverso i suoi lavori, ma anche grazie alla sua personalità ambigua e non classificabile, al periodo che incarna. La sua vita estremamente mondana e teatrale, è una suite di messe in scena nelle quali il ruolo principale è assunto dalla modernità e dal lusso. Tale rapporto con la trasgressione e con le idee progressiste ne fa senza dubbio il personaggio più conturbante dell'inizio del XX° secolo. Giocando liberamente con le attitudini erotiche femminili, e anche con la la sensualità delle donne, le colloca in un universo neo-cubista e profondamente Art déco.

Molte affiche, come ad esempio quella della Dama delle Camelie con Sarah Bernhardt, tante tele, un'imponente raccolta di lampade, accese tutti i giorni dalle 16 alle 18, tranne il mercoledì e il venerdì dalle 18.30 alle 20.30, perché ad essere importanti sono soprattutto gli arredi, i mobili, gli oggetti e le decorazioni. Baluardi di una rivoluzione che cambia l'approccio generale all'arte aprendole tutti gli elementi della vita. Una democratizzazione che va contro i canoni dell'accademismo e che, inizialmente intrisa da un forte afflato armonico, declinato poi in eccessi che lo sono ben poco, provocò profondi rigetti e aspre condanne successive. Un'arte libera, che visse il suo apogeo tra l'ultimo decennio del XIX° secolo e il primo del XX°, con la consacrazione dell'esposizione universale del 1900, per poi sfilacciarsi sotto un nugolo di critiche che identificavano l'estrema costruttività delle forme morbide, attorcigliate e ridondanti, come sintomi di débauche estetica.
Saranno proprio queste strenue opposizioni a guidarne l'evoluzione verso uno stile molto meno sofisticato e depurato, nel quale le suggestioni geometriche prendono il posto delle volute e l'Art déco, quello dell'aArt Nouevau, che per essere riabilitata dovrà aspettare l'avvento dei surrealisti negli anni '30.

Foto by Marc Piasecki/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | pinacotheque.com

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