Un libro a settimana: Egon Schiele, "Diario dal carcere"

Egon Schiele E' appena uscito per Skira, in concomitanza con l'inaugurazione della mostra (di cui vi abbiamo parlato qui), un libro dedicato a Egon Schiele. O meglio, dedicato a un momento molto particolare dell'artista, quando, nel 1912, venne arrestato con l'accusa di aver rapito e violentato una minorenne (dal processo uscì con l'assoluzione).

Ci rimase 24 giorni, nel carcere di Neulengbach, cittadina a mezz'ora da Vienna, e a partire dal 12 aprile 1912. Ma quei 24 giorni gli devono essere parsi un'eternità. Lui che artisticamente viveva nell'istante, che coinvolgeva i suoi affetti nei suoi quadri, la sorella, le sue amanti; non riesco a immaginarmi come uno per cui l'arte era espressione (surreale, straniata, ben'inteso) dell'esperienza personale, potesse vivere un'esperienza come quella carceraria.

Schiele morì a 28 anni, stremato dalla febbre spagnola; la sua morte avvenne pochi mesi dopo quella di sua moglie, incinta al sesto mese. A quel tempo Schiele si era sistemato, aveva in qualche modo accettato una vita borghese, lui che l'aveva sempre disprezzata. Ora un libriccino a cura di Arthur Roessler, ci restituisce un lato inedito della sua personalità

  • shares
  • Mail