Un pomeriggio all'Opificio Telecom - Part 1: intervista a Marina Bellini, di Musei in Comune


Giovedì 25 marzo ho partecipato all'evento Digital Caput Mundi, organizzato da Carlo Infante all'Opificio Telecom, attuale sede della Fondazione Romaeuropa.

Lo spunto dell'incontro era una mappatura delle realtà che producono creatività e innovazione a Roma, francamente da quello che ho visto molto orientato ad esperienze sul modello incubatore d'impresa: poca università, poca arte, poca cultura in senso lato. Nella seconda metà del pomeriggio era inoltre prevista una visita alla mostra Digital Life, che vi avevo segnalato e che avevo in programma di andare a vedere.

Infatti la seconda parte del mio reportage sarà proprio un articolato resoconto della mostra, come vi avevo promesso. Mentre aspettavo la fine degli interventi, ho però incrociato Marina Bellini, responsabile di Musei in Comune 2.0, così, munita del mio registrtorino portatile, ne ho approfittato per farle un'intervista sulla sua attività e su qualche novità in cantiere per la rete dei musei capitolini: Marina ci infatti ha dato anche una piccila anteprima su un progetto che sarà reso pubblico la settimana prossima. Le ho anche chiesto un parere su Digital Life, così avrete due punti di vista su questo evento da poter confrontare.

Intanto buona lettura.

- Marina Bellini, Musei in Comune.

Musei in comune 2.0 è il blog dei musei di Roma, una piattaforma cors mediale che interagisce con Youtube, Flikr e Second Life, che funziona da grande aggregatore. E io ne sono la responsabile.

- So che sei un'osservatrice attenta dell'arte digitale. Fra poco andremo a visitarla, ma credo che tu ci sia già stata: che ne pensi?

Ah, stupenda. Io sono rimasta affascinata, incantata. Sono entrata e mi sono immersa completamente in queste magnifiche opere digitali, create intanto con enorme fantasia e soprattutto con grande utilizzo della tecnologia. Quindi opere immersive in cui tu entri veramente nella dimensione nell'opera. Sei dentro l'opera, vieni realmente coinvolto. E credo che questo sia il passo attuale, contemporaneo dell'arte: quello di essere immersi nell'opera. Non più spettatori monodirezionali.

- Qual'è l'opera (o le opere) che ti sono piaciute di più?

Guarda, sicuramente quella di Sakamoto dove queste vasche di acqua sospese, straordinarie, riflettono immagini sulla moquette. "Ondulation", una vasca meravigliosa che proietta sulla parete i riflessi dell'acqua. La vasca è collegata a degli altoparlanti, quindi l'acqua si muove anche in base ai suoni che riceve. Il risultato sono dei cerchi che si stringono e si aprono o delle bolle. E questo è splendido perchè le luci ti danno la sensazione che quest'acqua sia latte: la scenografia è strepitosa. L'altra opera che ho amato è "La Dispersion du Fils" di Jean Michel Bruyèr, questa spettacolare proiezione 3D: un serpente enorme le cui scaglie sono frammenti di video attaccati l'uno all'altro. La proiezione è a 360°: entrando nella sala il serpente si muove. Entrando nella sala, anche se rmani fermo, la sensazione è quella di viaggiare, di muoversi insieme al serpente, di essere dentro la pancia del serpente. Poi ad un certo punto esci dal serpente e ce l'hai ancora addosso. Se poi metti gli occhiali 3D vedi perfettamente le scaglie, che poi sono questi collage di filmati, e letteralmente ti inondano. L'emozione è molto forte, anche grazie a questi suoni che sono come il respiro del serpente. È primordiale.

- La Pelanda: nuovo spazio espositivo che si apre nella capitale. Cosa ne pensi?

Sicuramente è un posto stupendo, grandissimo, che piace molto ai giovani, i quali stanno dentro a lavorare così come è successo al Macro Future quando hanno allestito Apocalipse Wow: molti giovani sono venuti e sono rimasti un mese a creare in loco le loro opere, così come l'equipe di Digital Life hanno lavorato in loco per allestire la mostra. Quindi si crea questa comunità di artisti che apprezzano questo spazio: devo dire in particolare gli stranieri lo trovano straordinario. In effetti lo è,, non solo per le caratteristiche fisiche, ma anche perchè riecheggia di ricordi molto forti, agghiaccianti (è un ex mattatoio). Però è suddiviso in maniera splendida. Sicuramente nel futuro sarà ulteriormente suddiviso in spazi dedicati a vari settori dell'arte, speriamo anche quella dal basso.

- Roma e la cultura digitale, che è l'oggetto di questo incontro: si sta muovendo realmente?

Sì, lo stiamo vedendo. Si sta muovendo col Macro. Si sta muovendo con Capitale Digitale. Si sta muovendo con questa mostra alla pelanda. Si sta muovendo anche con le iniziative online, quindi in rete coem Musei 2.0 che già producono cose ambientate nei mondi virtuali.

- Quanche anticipazione di Musei 2.0

Beh, una novità c'è, sempre a livello digitale voluta dal Comune, ma soprattutto da Zetema e dai Musei Capitolini di digitalizzare alcune stanze dei musei, per rendere accessibile il grande patrimonio che contengono. Hanno affidato a me la regia. Con una troupe in quattro settimane stando all'interno del museo, abbiamo ripreso e girato, facendo un'immersione una volta a settimana dalla mattina alla sera. Poi io ho montato questi video a tempo di jazz. Ho trovato degli autori contemporanei che rilasciano le proprie oper ein Creative Commons, per cui abbiamo anche unito questa nuova opzione. E devo dirlo: i video sono bellissimi. Usciranno la settimana prossima, per cui è una notizia in anteprima, e man mano andranno su YouTube, ma verranno inseriti in una visita virtuale al museo.

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