Notre-Dame de Paris, descrizione dettagliata del portale del giudizio

Nei meandri del portale principale della più nota cattedrale parigina.

L'edificio più visitato di Francia è la cattedrale di Notre-Dame de Paris, un primato da non trascurare per un monumento che, nonostante festeggi proprio quest'anno i suoi venerandi 850 anni d'età (celebrati con un bel restauro e un nuovo gruppo campanario) la signora si porta piuttosto bene i suoi otto secoli e mezzo di storia. Un insieme di eventi che hanno accompagnato lo sviluppo stesso della Francia e della sua amatissima capitale, sono avvenuti ai suoi maestosi piedi, accadimenti che ci riportano spesso sui luoghi. E se l'attenzione sulle sue torri, visitabili eccezionalmente anche in notturna, l'abbiamo già attirata qualche tempo fa, eccoci pronti ad osservare con attenzione il “Portail du Jugement”, portale centrale della facciata occidentale, installato intorno al 1220-1230, poco dopo gli altri due.
Si tratta, come lascia intuire opportunamente la denominazione, di un'accurata rappresentazione del Giorno del giudizio, ispirata alla descrizione del Vangelo di Matteo. Partendo dal basso si incontrano i morti colti nell'atto del risuscitare, all'architrave appena superiore l'arcangelo Michele pesa le anime per dividere gli eletti condotti a sinistra (della scena ma la destra del Cristo) verso il Paradiso e i dannati inviati verso l'inferno a sinistra, il tutto mentre il timpano è sovrastato dalla figura del Cristo che, maestosamente seduto sul suo trono di gloria, ricorda il suo arrivo in terra per salvare l'umanità attraverso il sacrificio della Croce, mostrando le piaghe alle mani e ai fianchi mentre gli angeli che lo circondano portano rispettosamente gli strumenti della Passione, la lancia, i chiodi e la croce stessa. E' sempre Gesù a indicare coloro che sono preposti ad intercedere presso di lui: i santi e in primo luogo la madre Maria e Giovanni l'Evangelista, situato ai piedi della Croce come nel giorno della crocifissione.
Più in alto, cosi' come negli altri portali, gli archi sono occupati dalla corte celeste (formata da angeli, patriarchi, profeti, padri della Chiesa, martiri e vergini), con un piccolo spazio per l'inferno collocato all'estrema destra. Un invito a sperare conservando la propria lampada sempre accesa, come quella delle vergini sagge della parabola, rappresentata a sinistra, dal lato del Paradiso, mentre dal lato opposto le vergini folli non hanno più olio all'arrivo dello sposo.

Importanti interventi di modifica e il restauro di Viollet-le-Duc


Il portale del giudizio che possiamo ammirare oggi non è più quello originale. Due infatti I grandi interventi di modifica. Il primo nel 1771 quando l'architetto Germain Soufflot eliminò alcune parti centrali rimpiazzandole con un'arcata in legno abbellita dalle iniziali della madre del Cristo e da una corona portata da due angeli, su domanda dell'arcivescovo dell'epoca al fine di facilitare il passaggio del baldacchino durante una processione, poi sarebbe stata la volta delle pesanti porte del XIII° secolo e infine nel 1792, la distruzione ad opera dei rivoluzionari di alcune statue la cui presenza sarà ristabilita, come tutto lo stato originario, dall'importante intervento di restauro voluto alla metà del XIX° secolo da Viollet-le-Duc. Sembrerebbe che portale aleggino diverse leggende diaboliche, ma questa è un'altra storia...

Foto by Etienne Boucher

Via | notredamedeparis.fr

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