All'ombra del grande Olmo di Berlinde De Bruyckere al Padiglione Belgio

C'è una frase scritta da Francis Bacon che può spiegare l'opera Cripplewood di Berlinde De Bruyckere al Padiglione Belgio della 55a Biennale: "Vorrei che i miei quadri apparissero come se un essere umano fosse passato su di essi, lasciando una scia di umana presenza e tracce di memoria di eventi passati."

Cripplewood ricorda i corpi deformati di Bacon (Studi sulla Crocifissione,1941), la "pelle" del Supplizio di Marsia ai Capitolini, l'espressività disperata delle sculture di Rodin. Legno-strappato è la storia di una nascita dal ramo secco del proprio dolore, di un'esistenza vissuta all'ombra di un Olmo trovato per caso, habitat ormai degli animali del bosco. L'imponente Olmo sdradicato racchiude in sè riflessioni sulla condizione umana, sulla comune sensazione di sentirci esseri senza più radici fisiche e mentali, improvvisamente dipendenti e bisognosi senza possibilità di ricollocarci.

Difficile anche per l'artista con la sua corporatura minuta "ricollocare" quest'Olmo che ha dovuto trattare scomponendolo in 29 parti. Il tentativo di trovargli un posto nel quale poter essere simbolo della sua stessa esistenza si è risolto così, portandolo a Venezia. La scultura è frutto dell'amichevole collaborazione tra l'artista nata a Gand in Belgio e lo scrittore africano premio Nobel JM Coetzee, a cui è stato chiesto di curare il padiglione. Berlinde De Bruyckere dopo aver trovato il tronco, ha deciso di avvalersi del talento dello schivo scrittore, al quale ha chiesto di scrivere una storia prima di iniziare l'opera. Il racconto di Coetzee, che ha ispirato Berlinde De Bruyckere, ha come protagonista un'anziana signora in attesa degli infermieri che la accudissero.

Questo è quello che ho tradotto in questo lavoro, un corpo enorme che è curato da infermieri. Ci sono ferite, e ci sono persone che si prendono cura di quelle ferite.

Venezia con la sua laguna che trasforma in protagonisti i riflessi delle acque, più che la compattezza delle forme, dominata dalla salsedine che rende inconsistente l'opera dell'uomo, è la città che fa da miglior cornice a Cripplewood. L'atmosfera scelta da Cotzee per la sala ricrea la continuità con lo spazio esterno, scegliendo per l'allestimento contrasti luministici forti che prediligono l'ombra alla luce. Ciò che si percepisce in questo contrasto è una pacata armonia, scoperta all'ombra di un grande Olmo, bello perchè ha trovato finalmente il suo posto.

Foto|biennaledivenezia.blogspot

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