L'arte del cibo giapponese

Può una cultura esprimere attraverso il proprio cibo, la propria cucina e le proprie ricette, esprimere un intero concetto estetico, articolato nelle sue più microscopiche varianti concettuali? La risposta è sì, soprattutto se pensiamo al Giappone.

Sabato 24 aprile la Triennale di Milano inaugura con la cerimonia dell'apertura della botte di sakè, chiamata Kagamiwari, la mostra L'Estetica del sapore - un'arte giapponese. Fino al 2 maggio, nell'Impluvium sarà possibile vedere da vicino la ricerca e la tensione a livello formale espressa dai giapponesi. Il concetto di bello, buono e profumato, vengono a coincidere o quantomeno si rendono palesi l'uno in funzione dell'altro.

Un completo ribaltamento della prospettiva che riguarda la nostra cultura tra i fornelli. In Giappone il cuoco rispetta fedelmente precise regole, evitando in ogni modo di improvvisare. La creatività è permessa, ma incanalata entro una rigida disciplina. Alla Triennale, esplorando le 12 sezioni della mostra, accompagnate dalle fotografie di Shunji Okura e l'allestimento dei pezzi di design da cucina realizzato da Taro Ashihara, potrete rendervene conto. La mostra è organizzata in collaborazione con ItaliaGiappone.

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