Chi è Banksy? Un'intervista a Shepard Fairey

Ve l'avevo promessa ed eccovela. Qui sopra trovate un estratto della lunga intervista che Shepard Fairey ha rilasciato a The Brian Lehrer Show sull'emittente radiofonica newyorchese WNYC. La prima domanda del giornalista è subito diretta: “tu conosci Banksy, chi è?”

“Un artista che ha prodotto un sacco di lavori per lo spazio pubblico e preferisce rimanenere nell'anonimato per due ragioni fondamentali: mantenere la libertà di fare ciò che gli pare e poter permettersi di non fare cose come questa (l'intervista nd – ride). Banksy controlla molto bene le modalità in cui il suo messaggio si propaga e credo che i giovani che hanno a cuore il cambiamento nel mondo siano in qualche modo rinfrancati dal suo modo di vedere le cose...

Banksy è importante perché denuncia molte questioni politiche con la sua arguzia, la sua furbizia e lo fa sulle strade dove i suoi messaggi sono accessibili, semplici e profondi, finiscono spesso per diventare popolari. Il lavoro di Banksy prende in considerazione questioni che abbiamo di fronte tutti i giorni e che i media ormai ci fanno digerire tranquillamente, la guerra, l'econopmia, il disprezzo per la vita umana. Li riporta alla luce sotto un'altra ottica e li rende assurdi, ti porta a pensare come mai in fin dei conti accettiamo passivamente tutto ciò.

Io penso che la street art sia un gran bel movimento che dovrebbe essere riconosciuto ufficialmente nella nostra storia, se fosse d'aiuto essere un artista all'interno dello star system lo farei, ma il mio obbiettivo principale è che la gente si senta ispirata a partecipare... per me è veramente una questione di espressione e democrazia il modo in cui deciso di comunicare.

[...] Su Obama, so di non essere molto soddisfatto dal suo operato, anche se la riforma della Sanità è stata sicuramente una scelta giusta. Alla lunga però mi chiedo quanto sia giusto imputare a lui delle colpe e considerarlo l'unico che possa cambiare le cose, quando so che ogni giorno la responsabilità delle questioni che mi stanno a cuore passa direttamente da me”.

(mi scuso fin da subito per eventuali errori nella traduzione, realizzata qui in modo solo parziale)

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