Su Satisfiction, un'intervista a Banksy

Satisfiction intervista Banksy
L'interesse verso il Banksy, writer di Bristol, continua a crescere. Di recente è uscita un'intervista sulla rivista letteraria Satisfiction, diretta dal critico Gian Paolo Serino ed edita da Vasco Rossi. Un'intervista abbastanza scottante (pubblicata in origine su "Time Out") perché Banksy pare volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa.

Quando gli chiedono della sua storica rivalità con Robbo (di cui via abbiamo parlato qui), Banksy risponde:

La verità è che non ho dipinto sopra un pezzo che si chiama “Robbo”, io ho dipinto sopra un pezzo che diceva: “nrkjfgrekuh”. Ma ad ogni modo, non sono dell’idea che un muro appartenga a un certo writer, o a chiunque altro. I vecchi writer hanno un mucchio di regole che amano seguire, e buon per loro. Ma io non sono diventato un graffiti artist per avere qualcuno che mi dica cosa devo fare. Se sei un tipo che se la prende se scarabocchiano sulla tua roba, probabilmente i griffiti non sono l’hobby più adatto per te.

Insomma, una risposta piuttosto dura e molto poco conciliante, nei confronti della polemica che aveva visto lui e Robo protagonisti. In più, se cliccate sul link che ho messo prima della citazione, capirete che Banksy non ha completamente ragione. Ma non sono le uniche dichiarazioni interessanti dell'intervista. Banksy è ormai famoso in tutto il mondo, e qualcuno lo accusa di essersi svenduto. Ed è una situazione che Banksy non vive tranquillamente.

Inizialmente, infatti, dice di usare "l’arte per promuovere il dissenso", ma per poi rettificare: "forse sto solo usando il dissenso per promuovere la mia arte", e giungendo a dichiararsi "non colpevole di svendere", anche se "lo dichiaro da una casa più grande di quella in cui vivevo prima". Insomma, un'intervista davvero interessante, e che potete leggere per intero qui.

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