Quilts, le coperte depositarie di memoria, in mostra a Londra

At the End of the Day - 2007 - Natasha Kerr

Sta avendo molto successo a Londra Quilts: 1700-2010, la mostra in corso al V&A Museum. In un'area del museo, sono raccolti lavori di cucito di oltre 3 secoli di storia. Non solo le tradizionali coperte fatte di ritagli di stoffa, ma anche letti interi foderati di tessuti ricamati.

Lavori fatti da donne e rivolti ad un pubblico femminile. Queste le intenzioni della curatrice della mostra, ed in effetti guardando il numeroso pubblico incontrato all'evento, è così (quante visitatrici in un giorno infrasettimanale).

Quella di cucire pezzetti di stoffa e decorarli attraverso il filo con storie personali, o con racconti politici, è una tradizione molto sentita nei paesi anglosassoni, che mi sembra non faccia parte della nostra cultura. O per lo meno, questa è la mia sensazione ed esperienza, fatta più di lavori di maglia e di uncinetto.

Il fascino di questi lavori sta nel fatto che uniscono due elementi interessanti: il lavoro artigianale femminile (riscoperto tra l'altro in questi ultimi anni dalle generazioni più giovani), e lo spirito del tempo in cui sono realizzati (diventando così le coperte, depositarie di memoria). Sarà forse questa la ragione per cui sono riuscita ad apprezzare e capire di più i quilts contemporanei che non quelli del passato (in totale sono esposti circa 65 pezzi). Più opere d'arte concettuali, che non semplici lavori artigianali, quelli contemporanei parlano di guerre, dolori personali e collettivi di oggi, con proclami meno patriottici e più introspettivi. Alcuni inglobano elementi come la fotografia e sono stati commissionati appositamente per la mostra.

Quilts: 1700-2010 - V
Liberty Jack Quilt - Janey Forgan
To Meet My Past - 2002 - Tracey Emin

A chiudere il percorso l'installazione di Tracey Emin del 2002 To Meet My Past, un letto a baldacchino piuttosto elaborato, inclusivo di coperte, lenzuola, federe, tendaggi vari, cuciti dall'artista. In un'intervista rilasciata ad una rivista di moda (Vogue, credo), la Emin spiega l'evoluzione del suo percorso in questo campo e di come non fosse sua intenzione mettere in pubblico e vendere, lavori così personali come le sue coperte. Ma è successo e quindi spera che il successo raggiunto attraverso di esse, abbia modificato l'atteggiamento verso questi elaborati, considerati più lavori artigianali che non vera e propria arte.

Per lei il processo di costruzione di un quilt non è diverso da quello di una tela, dato che procede per fasi, per stratificazioni di tessuti e significati. Dopo 16 anni di esperienza ha imparato ad agire n modo quasi automatico. Intuitivamente sa quanta stoffa le servirà per cucire le sue frasi, non commettendo errori né di scorta di materiale, né di ortografia. Cosa che le poteva accadere in passato e allora recuperava aggiungendo strati di tessuto ad altri strati, evitando di ricominciare. O come nel caso del suo secondo o terzo lavoro, avendo finito tutti i suoi abiti, dovette ricorrere a quelli dei suoi amici. Per lei si può davvero dire, pezzi di stoffa come pezzi di vita.

La mostra chiude il 4 luglio 2010.

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