Il nudo nello spazio pittorico di Harry Holland

hollandDi Harry Holland mi piace quasi tutto: i soggetti, la tecnica pittorica, il disegno…Ho visto i suoi quadri per la prima volta nella Galleria in cui ho iniziato a lavorare meno di un mese fa e la settimana scorsa l’ ho chiamato per dirgli che abbiamo mandato i suoi lavori in mostra a Milano e a Francavilla al mare, per il Premio Michetti.

Cazziatone della moglie a parte – che deve avermi confuso con una delle sue amanti - l’ ho trovato un signore un po’ taciturno e riservato…Considerate che le sue tele sono entrate nella collezione della Tate Gallery e del British Museum di Londra così come del Metropolitan di New York !!

Parte della critica ritiene che l’ opera di Holland si possa comprendere alla luce di quanto disse Magritte nel 1938 “Tutte quelle cose ignorate che affiorano alla luce mi fanno ritenere che anche la felicità dipende da un enigma insito nell’ uomo e che il nostro dovere è cercare di conoscerlo”. Dando questo per buono è facile notare come i corpi dipinti da Holand non descrivono la fisicità dello spazio, ma generano, in un atmosfera silenziosa e sospesa, la dimensione metafisica che governa la sua poetica.

L’artista sembra quindi esortare il pubblico a non indagare la realtà nei suoi nessi logici e casuali..ci invita, viceversa, a scoprire una partecipazione enigmatica ed emotiva al segreto che si nasconde dietro la consistenza del mondo.

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