L'autoritratto "perduto" di Leonardo sempre più verso l'autenticazione


Si fanno ogni giorno più insistenti le voci e le pressioni che vogliono che il sospetto autoritratto "dimenticato" di Leonardo da Vinci venga autenticato. Il più grande sostenitore del partito dell'autenticità resta il professor Luigi Capasso, un antropologo dell'Università di Chieti.

Grazie a un suo studio, la chiave della verità sarebbero tre impronte digitali, presumibilmente lasciate dal maestro toscano sulla tela ritrovata del 2008, e corrispondenti a quelle presenti in un'altra opera di Leonardo. Ma non basta. Nel corso del tempo, a prove come queste hanno cominciato ad aggiungersi quelle del carbonio 14 e quelle dell'esame grafologico. Il carbonio esprime una datazione certa fra il 1478 e il 1520.

Manco a dirlo, Nicola Barbatelli, lo storico dell'arte che ha rinvenuto il quadro presso la collezione privata di una famiglia nobile di Salerno, non ha alcun dubbio sull'autenticità del lavoro. Gli esperti di mercato dicono che l'opera, se riconosciuta come autografa di Leonardo, potrebbe valere fino a 300 milioni di euro. E pensare che la famiglia campana teneva il dipinto in disparte, ritenendolo un'opera inferiore. Alla comunità scientifica l'ardua sentenza.

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