Distrutta la Statua della Gatta a Padova: un furgone ha sbagliato una manovra

La statua sarà restaurata. Il vicesindaco reggente Ivo Rossi: "E' una ferita grave al patrimonio storico della città"

La celebre 'Statua della Gatta' di Padova, che sorge davanti alla chiesa di Sant'Andrea sul punto più alto della città è stata distrutta: è finita in mille pezzi dopo essere stata investita da un furgone in manovra.

Il camioncino, che stava effettuando alcune consegne per i negozi del centro storico, ha urtato la colonna che sorreggeva la statua, che è così finita a terra. Si tratta di uno dei monumenti più amati dai padovani: era la copia di un manufatto più vecchio, distrutto nel 1400.

Il vicesindaco reggente Ivo Rossi ha dichiarato:

"E' una ferita grave al patrimonio storico della città, tanto più grave in quanto è avvenuto nel cuore della zona pedonale, dove nel corso degli ultimi anni si è lavorato per regolamentare con il servizio hub del City porto, un esempio di logistica urbana, modello a livello nazionale e internazionale. Il fatto, in un contesto in cui l'alternativa all'utilizzo di mezzi commerciali privati esiste, è reso ancora più grave dalla circostanza della irregolare presenza del camioncino in quella zona: il furgone che ha abbattuto la colonna con il prezioso monumento, infatti era completamente privo di autorizzazione ad entrare nell'area pedonale [...] Questo episodio rende necessaria una ulteriore stretta nell'isola pedonale all'accesso da parte dei furgoni concentrando la distribuzione delle merci su vettori accreditati"

In seguito all'incidente tutti i frammenti sono stati raccolti e la statua, ha annunciato Rossi, sarà restaurata in pochi mesi.

Le due Gatte di Padova

Oltre alla Gatta di Sant'Andrea - che originariamente era un Leone di San Marco -, a Padova c'è un'altra Gatta famosa. Si trova sul bastione omonimo, in corrispondenza dei Giardini della rotonda, dove si uniscono via Paolo Sarpi e via Codalunga. Simboleggia un episodio, avvenuto durante l'assedio di Padova da parte delle truppe di Massimiliano I d'Asburgo nel 1509.

Foto | Wikipedia

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