La street guerrilla art di Shepard Fairey

Manifesto di Shepard Fairey

Le tre ragioni perché ho decretato Shepard Fairey (dopo aver letto l'intervista su ARTINFO) il mio street artist preferito:

1) adatta la sua arte al mezzo, quindi semplice se in luoghi pubblici, più complessa se in galleria (sembra cosa scontata, ma nelle mostre di street art che ho visto mi sembra che gli artisti riproducano quello che hanno fatto in strada e basta)

2) distingue il valore delle idee dal valore dell'opera (riferendosi a Banksy e alle fatiche di diamanti di Hirst)

3) La sua arte gioca sulla parodia. Prende in giro il mercato pubblicitario dal momento che assume l'aspetto di propaganda, di messaggio commerciale di un brand che non esiste, di un prodotto che non si vende. E ha adottato la forma di guerrilla marketing/art prima di molti altri.

Nei primi anni '90, quando era ancora studente, iniziò una campagna di arte pubblica (manifesto, sticker, stencil) per le città dell'America, con il nome di Andre The Giant has a Posse (con l'immagine del campione di wrestling). Il simbolo divenne così diffuso nella cultura hip hop e skater che divenne una sorta di culto. Successivamente iniziò a diffondere lo slogan OBEY, ispirandosi a George Orwell, con altrettanto successo (fuso alle volte all'immagine di Andre The Giant).

La tecnica si è poi evoluta in propaganda politica dallo stile costruttivista. Oggi ha adottato una tecnica d'arte tipo Art Nouveau, più decorativa e meno aggressiva. Continua con l'arte pubblica ma è anche artista commerciale, grafico e illustratore.

Su Levine Gallery altre immagini.

Via | Kultureflash

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