Il Seminatore di Van Gogh e Millet a confronto


Chi l'ha detto che copiare sia un atto disdicevole? A dir la verità Picasso sosteneva che 'I bravi artisti copiano, mentre i grandi artisti rubano'. L'imitazione può essere la più sincera forma di adulazione, ma per Vincent van Gogh, è stato un mezzo per crescere in maniera autodidatta. A partire dal 1880, il pittore olandese ha copiato numerose opere di Jean-François Millet. Il dialogo visivo che ne seguì, quello dunque tra maestro e allievo, è al centro di Visiting Masterpieces, una mostra in corso fino all'8 agosto presso il Museum of Fine Arts di Boston (AMF).

Ci sono capolavori provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo a partire da "Il Seminatore" (1888), in prestito dal Van Gogh Museum di Amsterdam, insieme al lavoro che lo ha ispirato, Il Seminatore (1850) di Millet appunto, uno dei MAE celebri capolavori.

Tra gli altri poi il “Postino Joseph Roulin" (1888) e "Lullaby” (La Berceuse) (1888-1889), dipinti da Van Gogh nella città di Arles, così come “Ravine” (1889 ), un paesaggio di Saint-Rémy, sotto cui una recente ricerca tra conservatori e curatori ha rivelato la presenza di una dipinto perduto.

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