L'Archivio Vasari ancora sotto sequestro da parte del Governo italiano

L'archivio Vasari, che era stato venduto sul finire del 2009, per una somma da capogiro, a un'impresa russa, continua da fine marzo ad essere sotto sequestro ad opera del Governo italiano. Il motivo? "Il Governo non è certo della reale esistenza dell'impresa russa in questione". Questa è la motivazione ufficiale della decisione del Ministero della Cultura, attraverso le parole di Guido Cosulich, legale della famiglia aretina dei Festari, eredi del prestigiosissimo archivio.

Sembra essere lungi dall'epilogo di una saga che ha coinvolto il dibattito culturale italiano e internazionale fino ad oggi, e che molto probabilmente non cesserà di essere discussa, perlomeno fino a che il destino dell'archivio non sarà deciso definitamente. Speriamo, nel modo più naturale e giusto possibile: essere messo a disposizione degli italiani e degli studiosi d'arte.

Quando il contratto con la Ross Engineering fu annunciato, presto fonti russe cominciarono a esprimere dubbi sull'autenticità del fatto. Si diffusero voci sull'eventualità che la vendita fosse stata "simulata", da parte della famiglia, per stimolare controfferte da parte dello stesso Governo italiano. Il quale, fino al blocco dell'esportazione della collezioni di scritti ed epistole, non si era poi mostrato così interessato all'Archivio, che è conservato nella Casa Vasari di Arezzo.

Il Governo, ora, attende che un rappresentante dell'impresa russa si presenti presso il Ministero della Cultura per dimostrare la legittimità del contratto, nonché "l'esistenza" della Ross Engineering. L'ipotesi di reato è "truffa ai danni dello Stato". In ogni caso, che sia tutto vero o un'abile menzogna smascherata, resta uno scandalo che lo Stato italiano si sia mosso così in ritardo per mettere le mani su una raccolta che è all'origine stessa della storiografia dell'arte.

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