Con Picasso e Warhol, Christie's sbarca in Cina. Nuovi scenari per il mercato dell'arte

Ch fine hanno fatto le aste d'arte? L'apertura di una casa d'asta ufficiale di Christie's a Shangai segna l'inizio di una nuova stagione per i mercanti occidentali...

Christie's apre in Cina, è ufficiale. Domani, giovedì 26 settembre, è stata fissata la prima asta a Shanghai, per 'intercettare' il gusto dei ricchi collezionisti locali. Quella che andrà in scena sarà dunque un'asta ad hoc, che miscela arte contemporanea occidentale e cinese, con opere di artisti del calibro di Andy Warhol, Alexander Calder, Pablo Picasso, Giorgio Morandi, Ed Ruscha, oltre che vini pregiati e orologi antichi.
Christie's, la casa d'aste più grande nel mondo a livello di vendite - fondata nel 1766, ottiene per prima l'autorizzazione alle vendite concessa dal governo della Repubblica Popolare. In passato infatti la normativa era stata molto severa, obbligando i mercanti d'arte 'forestieri' a collaborare tassativamente con partner locali.
La nuova licenza ha comunque delle restrizioni. Christie's non potrà trattare quei beni che vengono considerati reliquie culturali in Cina, che rappresentano uno dei più grandi segmenti del mercato dell'arte: pittura antica cinese, calligrafia e porcellana.
Fino ad oggi i collezionisti cinesi amanti del contemporaneo si erano dovuti recare a Hong Kong. L'asta di domaniè dunque la prima sulla terraferma e presenterà 42 opere, per un totale stimato in prevendita di 16 milioni di dollari. C'è Diamond Dust Shoes (1981) - una serigrafia di Andy Warhol che rende omaggio alla I. Miller Shoe Company ed alle prime commissioni realizzate dall'artista, Homme Assis (1969) di Pablo Picasso ed una Natura Morta (1963) di Giorgio Morandi.
L'asta, che si terrà al Jing An Shangri-La Hotel di Shanghai rappresenterà una cartina al tornasole per valutare la fame dei nuovi paperoni cinesi, che a quanto pare sono diversi milioni di persone.

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