Petra Cortright, l'artista che si prende gioco del web

Sottilmente inquietante, decisamente ironico e consapevole è il lavoro di Petra Cortright, un'artista californiana che sa come prendersi gioco - ma molto seriamente - dei miti e dei luoghi del web, dei nuovi meda e delle nuove tecnologie in generale.

Come si evince dal video che vi presento qui sopra in cui, utilizzando uno dei new media per eccellenza, Youtube, una tecnica di manipolazione digitale e una semplicissima webcam; Petra ci interroga sulle nuove configurazioni dell'identità del soggetto nell'era del digitale e all'interno dei nuovi paesaggi virtuali.

Un'immagine a cui siamo ormai abituati molto spesso dalla rete: quella del pigro primo piano a favore di webcam si trasforma, attraverso un semplice e lento effetto di bluraggio, in una inquietante e crescente indefinitezza del soggetto umano, sempre più confuso e preso in una trama disordinata e vorticale di pixel.

Stato avanzato di decostruzione dell'impalcatura stessa su cui poggia la nuova comunicazione per immagini sulla rete. Un altro esempio del lavoro della Cortright è il suo sito, che si presenta attraverso un'accozzaglia di gif e smiles, elevate a icone povere e giocose del nostro tempo e del nostro messaggio.

Fortuna vuole che Cortright, esemplare giovanissimo (è del 1986) della nuova net-art, proprio in questi giorni esponga a Milano, presso lo spazio Gloriamaria in Via Watt 32 con una personale intitolata It takes strenght to be gentle and kind (Ci vuole forza per essere gentili e cordiali, e come dargli torto). La mostra, inaugurata il 23 aprile si concluderà il 9 giugno ed è aperta dal lunedì al venerdì con orario 10-13/15-18.

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