Agostino Bonalumi: al Mac di Lissone per un sentito ricordo

Omaggio artistico per il compianto pittore di Vimercate.

Agostino Bonalumi, Bianco, 1977, acrilico su tela estroflessa, 140x140 cm Comodato Collezione W.Fontana

...impossibile dire essere nati
quando ancora
è nascita...
il giorno che me ne andrò
senza bagaglio
che volgerò le spalle
che non risponderò al saluto
sciogliendomi dal tempo
la parola del silenzio
dirà che sono nato.
Nascere, di Agostino Bonalumi.

E' con i suoi stessi versi, riportati sulla facciata del MAC di Lissone, che crediamo si possa indicare la via di "un'immortale posterità". Agostino Bonalumi se n'è andato il 18 settembre scorso. Per ricordare l'eccezionale parabola artistica ed esistenziale di uno dei più noti e prolifici interpreti della cultura visuale italiana la Città di Lissone (in provincia di Monza/Brianza) e il MAC, Museo d'Arte Contemporanea locale, dedicano un sentito tributo che si protrarrà per ben due mesi, fino al 1 dicembre 2013.

Mac di Lissone, esterno

La mostra, organizzata a cura di Alberto Zanchetta in collaborazione con Massimiliano Rossin, si compone di due opere che appartengono alle collezioni permanenti del museo: Bianco del 1976 (smalto su tela estroflessa, 100x100 cm) e Bianco del 1977 (acrilico su tela estroflessa, 140x140 cm - Comodato Collezione Walter Fontana), altrettante testimonianze dello sforzo di pensare e praticare la pittura "in modo razionale ma non meramente concettuale", che appartiene intimamente alla démarche di Bonalumi, come illustrato da un estratto del testo di presentazione:

L'analisi morfologica del campo pittorico si avvera nelle estroflessioni e introflessioni della tela che tende a una spazialità dietro/dentro l'opera stessa. Il movimento coincide infatti con la volontà di modulare lo spazio, assecondando i rapporti tra pieni e vuoti, tra i valori pittorici e l'oggettivazione formale. Non si dimentichi infatti che l'etimologia della parola "oggetto" è da ricollegare al termine Ob iacio, che significa "gettare, lanciare in avanti"; così le tele centinate dell'artista, le quali sottopongono la superficie a una sollecitazione che sembra premere, spingere e resistere di continuo alla sua tensione interna. Questo aggetto-affioramento è tipico dell'arte italiana, in specie di Bonalumi, che grazie alle estro-flessioni ha aperto la via a un nuovo modo di concepire la pittura.

Mac di Lissone, vista serale

Perché dalla Nuova tendenza al Gruppo Zero, dalle frequentazioni presso lo studio di Enrico Baj dove conobbe Lucio Fontana, Piero Manzoni ed Enrico Castellani, all'esperienza di Azimuth, Bonalumi resta uno dei grandi protagonisti della riflessione contemporanea.

Via | comune.lissone.mb.it

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