Un Raffaello riscoperto a Sassuolo

Le quotazioni sul mercato di un maestro come Raffaello sono in così buona salute, che anche un piccolo dipinto ritenuto una copia da generazioni e generazione di dimenticatoio critico, potrebbe valere fino a 40 milioni di dollari.

Il dipinto in questione (30 per 40 centimetri) è stato tenuto "nascosto" a Sassuolo, in uno scantinato dei musei di Palazzo D'Este, fino a che la sua cornice - sproporzionatamente ricca e sontuosa - non ha colpito l'attenzione di Mario Scalini, sovrintendente delle Province di Modena e Reggio Emilia:

"La cornice non aveva niente a che fare con una semplice copia. Chiunque abbia scelto la cornice, sapeva chi fosse il vero autore del dipinto e ne conosceva il valore".

Il team di esperti che ha preso in esame la piccola opera, che raffigura una testa di donna, è giunto alla conclusione che si tratti con tutta probabilità di un dipinto realmente iniziato da Raffaello, ma terminato da Giulio Romano, un allievo del grande maestro umbro, solo dopo la morte del primo, nel 1520. Soprattutto l'esame degli infrarossi sembra aver dato ragione a Scalini: tre "mani" sono state rinvenute, stratificate fino a risalire alla prima, preparatoria stesura di un primo disegno, indubitabilmente autografo di Raffaello Sanzio.

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