Banksy in Canada: accettato solo a metà?


Finalmente è giunto anche il momento per il Canada di ospitare qualcuno dei lavori di Banksy. Solo, non tutti i canadesi di Toronto (la città, per ora, più "toccata" dallo street artist inglese) sono soddisfatti della cosa. Sulle colonne della sezione dedicata a Toronto del Globe and Mail, infatti, è in corso un dibattito che il resto del mondo si è posto (risolvendo in favore dell'arte), almeno 5 o 6 anni fa.

"Graffiti art o vandalismo?". Di fatto, non sono passati che pochissimi giorni da quando un portavoce di Banksy ha confermato l'autenticità dei lavori, che già qualcuno di essi è stato brutalmente coperto da nuovo intonaco. Questo, per la somma disperazione di Simon Cole, direttore di una galleria d'arte in città, che avrebbe fatto di tutto perché fosse stato il suo muro, quello toccato dal genio british della street art.

Tanto è vero che è corso su uno dei luoghi del "vandalismo" con la sua brava fotocamera compatta, e ha scattato delle foto, prontamente riportate sul sito della galleria. Il Canada, in effetti, non è nuovo ad episodi di Urban Art. Non la pensa così Neal Carley, ingegnere del settore tecnico del Comune di Toronto:


"Io non vorrei mai che qualcuno arrivasse e mi spruzzasse la casa di vernice spray. E' qualcosa che non avrei chiesto, che non vorrei lì e che mi costerebbe anche denaro, per toglierla".

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