Alighiero Boetti: magia delle parole alla Galleria Repetto di Milano

Opere su carta e virtuosismi in punta di biro, esposti nel capoluogo lombardo.

Alighiero Boetti | magia delle parole | Galleria Repetto di Milano, aerei, 1980, biro nera su carta app. su tela, 26.5 x 58.5 cm, arch. 6839

Fino al 16 novembre 2013, i fan di Alighiero Boetti potranno concedersi una virata presso la sede della Galleria Repetto in Via Senato, a Milano, secondo il calendario martedì - venerdì (ore 11 - 19), senza attendersi i tradizionali lavori pluri-materici. Ad allietare gli occhi saranno infatti realizzazioni frutto di elementi ben più tradizionali, stravolti al servizio della mostra “La magia delle parole. Alighiero Boetti, Opere su carta, 1964-1990”. Un allestimento di una ventina di "estetiche costellazioni di senso" realizzate proprio su carta, dai primi disegni a matita del 1964, agli acquerelli festosamente cromatici con le scritte, realizzati in serie negli anni ’70; dalle famose biro degli anni ’80, fino al tema dei “Non vedenti” dei primi anni ’90, strascichi di un'intensa riflessione sull'attualità che si mantiene lucida e disincantata, ma non cede alle lusinghe del nichilismo.

Alighiero Boetti | magia delle parole | Galleria Repetto di Milano, Boetti Untitled 1981 65.4 x 50.8 cm

Massimo artefice della ripetitività, della serialità, dell’ironia, del gioco; sempre alla ricerca della spersonalizzazione e dell’Identità assoluta, multipla, collettiva, contro l’ingombrante e retorico peso della personalità, Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994) riteneva la pittura tradizionale un tradimento verso i rinnovamenti promossi dal ’68: uno sciocco allontanarsi dal mondo reale, un distaccarsi dalla vita quotidiana, concreta. In realtà, non si inventa mai nulla, il genio creatore non esiste: esistono gli oggetti, le forme, le cose, i nomi; esistono il mondo, l’universo, il destino, il caso. Meglio far realizzare una propria idea dalle semplici mani dell’altro, degli altri. Tuttavia, nelle opere su carta: disegni, biro, tecniche miste, acquerelli, Boetti sembra recuperare, almeno in parte, il gioco dell’io, il culto di un ironico e personale artigianato; soprattutto, il leggero e trasparente fantasma della pittura, sempre sotteso e sempre negato.

Cifra di una fattualità sempre a venire, la mano rincorre i sentieri del suo supporto cartaceo per inciderli con una serie di graffiti dell'attuale, trasponendo sul foglio una specie di cronistoria, nella quale l'evento parla a chi sa leggerlo.

Alighiero Boetti | magia delle parole | Galleria Repetto di Milano,  coll. di 9 multipli es. 30di40 18.5 x 18.5 cm

Via | galleriarepetto.com

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