Fra arte, design e architettura, a Roma incontro-dibattito con Michele De Lucchi


Il 19 maggio a aprtire dalle 16.30, presso l'aula 1 della Facoltà di Architettura L. Quaroni (Roma - Via Flamina 70), per il ciclo di seminari "Comunicare Design - Self Portrait" Michele De Lucchi terrà un'incontro-dibattito aperto agli studenti e alla cittadinanza.

De Lucchi è fra le personalità più interessanti e prolifiche dell'architettura italiana, a cavallo fra arte, design e attività professionale. Dopo la laurea in architettura a Firenze nel '75, fonda il gruppo artistico Cavart e avvia la sua attività di designer e consulente lavorando per Centrokappa, Sottsass Associati, Artemide, Listone Giordano, Poltrona Frau e Olivetti. Allo sviluppo di prodotti affianca progetti per allestimenti di negozi ed esposizioni: il suo lavoro più celebre è la casa per vacanze realizzata nel 1983 e presentata alla triennale di Milano. A livello teorico la produzione di De Lucchi si focalizza sull'evoluzione dell'ambiente di lavoro, concretizzandosi in progetti sperimentali per Compaq Computers, Philips, Siemens, Vitra. La produzione architettonica lo vede infatti impegnato a progettare edifici per uffici, realizzati in Giappone, Germania e Italia. Numerosi i premi ottenuti nella sua carriera, fra cui il Compasso d'Oro, il Design Plus, il Reddot Design e il Good Design. Nel 2000 è stato insignito della onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti nel campo del design e dell'architettura. Del 2001 è la nomina a Professore Ordinario presso la Facoltà di Design e Arti dell'istituto Universitario di Architettura di Venezia, mentre nel 2006 riceve la Laurea ad Honorem dalla Kingston University, per il suo contributo alla “qualità della vita”.

Coordina l'incontro Cecilia Cecchini, architetto e docente di Tecnologie Generali dei Materiali, con i saluti di Tonino Paris, professore ordinario di Disegno Industriale.

Michele De Lucchi




Vi lascio come al solito con un invito: curiosare sulle bacheche di accademie e università delle vostre città e frequantarle anche se non siete studenti. In Italia l'ingresso a questi luoghi è pubblico e questa è una risorsa che forse sottovalutiamo.

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