Up There di The Ritual Project: arte o pubblicità?

Up There non racconta la storia di uomini che creano la pubblicità a tavolino durante lunghe sessioni di brainstorming. Racconta la storia di uomini che la pubblicità la creano con le proprie mani. Dipingendola sospesi a decine di metri di altezza su immensi fogli bianche con infinita perizia e pazienza. Per questo, aldilà del contenuto pubblicitario dell'immagine (un bicchiere di una notissima marca di birra), credo valga la pena dare un occhiata questo video.

Si discute spesso se la pubblicità possa essere arte. Se una cosa realizzata per scopi commerciali possa essere considerata degna di questo statuto. Se pensiamo a quello che scriveva Kant nella sua Critica del giudizio estetico ("il giudizio estetico sul bello è un giudizio senza scopo che trova la bellezza nell'oggetto senza considerarne il fine" cito e riassumo a braccio) si direbbe di ni, se non di no. Però guardando un video come questo che vi propongo la questione si ribalta.

Si può guardare da una nuova, inedita prospettiva il dibattito sull'annosa dicotomia tra pubblicità e arte, richiamandosi magari a quel senso, antico e perduto, per cui arte è soprattutto "tekne" ovvero tecnica e perizia prima e oltre qualunque concettualità. Gli autori, The Ritual Project ci raccontano tutto nel loro sito.

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