Felix Valloton le feu sous la glace: illusioni di realismo al Grand Palais

Gli occhi sul più solitario e contrastato dei pittori francesi di fine ottocento.

"Félix Vallotton, Le feu sous la glace" parte da un assunto volutamente contrastante, figlio del ribollire di un fuoco gorgogliante sotto le "mentite spoglie" della mostra localizzata al Grand Palais di Parigi fino al febbraio 2014, il percorso dell'artista rintraccia influenze e filiazioni. Perché Vallotton, situato per l'occasione a poche centinaia di metri da Braque, l'altro maestro del cubismo che anima le sale vicine, è un maestro nel contenere spinte diverse, in molti casi persino opposte. Lo affermano con certezza gli sguardi delle sue donne, nude, composte e urlanti, la cui fisicità indolente ispirerà tante tele di Edward Hopper.
Felix Valloton | le feu sous la glace | illusioni di realismo | Grand Palais, foto by PIERRE ANDRIEU/AFP/Getty Images
Opposizioni estranianti che ritornano in alcune tele chiave, come il "Riposo delle modelle" qui di seguito, che vede incorniciate due donne, una placidamente distesa nella forza vitale della giovinezza, e l'altra meno fiera rannicchiata ai suoi piedi e racchiusa come una chiocciola nel suo guscio più vecchio, attorcigliato in vergognose pieghe che non nascondono nello sguardo l'esistenza di qualche cenno d'invidia e l'accidia del secolo.

Vallotton è un'artista unico che, nonostante sia vicino ai nabis, conserva per tutta la sua vita uno stile che è al tempo stesso molto personale e risolutamente moderno. Riconoscibili tra tutte, le sue tele si distinguono per i colori raffinati e il disegno preciso, tagliando la forma che mettono anche al servizio dell'incisione.

Felix Valloton | le feu sous la glace | illusioni di realismo | Grand Palais, 5 pittori, foto by PIERRE ANDRIEU/AFP/Getty Images

Mentre le suggestioni multimediali legate all'artista proseguono come di consueto in una ricca programmazione di eventi che girano intorno al ritratto tracciato nel documentario prodotto in collaborazione con Arte.tv, l'esposizione esplora i suoi legami stretti e contrastati con la fotografia, tracciando in volute artistiche esemplificate sulla tela, ma anche incise e narrate in parole quel furioso giro di danza che porta iscritti nei suoi passi accelerati il declino di un'epoca e delle sue illusioni d'armonia.

Via | grandpalais.fr

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