Recensioni e immagini dalla mostra di Paul McCarthy a Milano

Ieri Michele vi ha raccontato della mostra di Paul McCarthy alla Fondazione Trussardi, oggi torniamo sul tema con qualche immagine che ho scattato e una recensione più approfondita della mostra. Nei sotterranei di Palazzo Citterio, nel cuore di via Brera, viene messo in scena un autentico teatro guignolesco della contemporaneità. Il teatro di Paul McCarthy, uno dei nomi più importanti del panorama artistico mondiale dei giorni nostri.

Attraversando Pig Island ci si aggira tra visioni pop e politiche, panorami grotteschi e sculture dalle sembianze mostruose, una rilettura forte, esplicita e irriverente di tutto quello che si trova nel mezzo tra il sogno e l'incubo americano. In particolare colpiscono per forza e impatto estetico tre videoinstallazioni: Pirate party, Houseboat party e F-fort Party in cui McCarthy gioca con un ribaltamento in senso esplicitamente violento e carnale della ficiton cinematografica, impastando il grottesco della fiaba con il gore e il pulp.

Addentrandosi nelle viscere di Palazzo Citteri si arriva alla maxi-installazione che dà il nome alla mostra: Pig Island. A prima vista sembra una riproduzione caotica dello studio dell'artista, piena com'è di sculture incomplete. In realtà è una piattaforma in cui i dettagli e gli oggetti, il ciarpame del kitsch americano si inseguono e sovrappongono fino a costituire delle vere e proprie zone tematiche...

Pig Island a Milano
Pig Island a Milano
Pig Island a Milano
Pig Island a Milano

L'invito sembrerebbe quello ad addentrarvisi ma in realtà l'installazione galleggia compatta e inaccessibile al centro dello spazio con una moquette che fa parte dell'opera e che ne individua il perimetro, distanziando lo spettatore dall'installazione la quale diventa quindi un elemento semantico in sé, un mondo concluso all'interno del proprio spazio.

Ma Pig Island non gioca solo con una serie di ironie disturbanti, se ne colgono anche alcune di più leggere e scherzose come l'installazione scultorea che introduce alla mostra in cui un gigantesco Bush rosa sodomizza un maiale (siamo, come si legge sul comunicato, dalla parti dell'Orwell de La Fattoria degli Animali) in una folkloristica sciarada di personaggi da parco divertimenti della Dinsey (personalmente poi mi ha ricordato le gigantesche statute viste nei vari carnevali o quelle che vengono bruciate durante le fallas a Valencia). Oppure il gigantesco tubo di Ketchup gonfiabile situato all'esterno, nel cortile del palazzo, che idealmente conclude con una nota leggera e volatile il percorso della mostra.

Pig Island è insomma una mostra di livello internazionale, sia per la qualità della cura (affidata al sempre eccellente Massimiliano Gioni) sia per quella delle opere sia per l'ottima e adattissima cornice offerta dai sotteranei di Palazzo Citterio. Dopo il salto trovate alcune immagini scattate all'interno della mostra.

Pig Island a Milano

Pig Island a Milano
Pig Island a Milano

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