Le installazioni vulnerabili di Daniel Arsham

Opere di Daniel Arsham

Si parla sempre di più di Daniel Arsham, figura poliedrica di un nuovo tipo di artista, che unisce insieme performance/danza, architettura e arte.

Non ha neanche trent'anni ma ha già collezionato progetti, personali (si è chiusa da poco la mostra Animal Architecture alla galleria Perrotin di Parigi) e collaborazioni con coreografi e stilisti (Merce Cunningham, Jonah Bokaer, Hedi Slimane, per il quale ha disegnato i camerini per il negozio Dior Homme di Los Angeles ).

Le sue forme sono pure, lineari, eleganti. Ma Arsham è anche un po' illusionista per cui riesce a dare alle sue installazioni, coreografiche o meno, un aspetto diverso da quello che ci si aspetta. Le pareti diventano tendaggi plissettati, annodati o sbocconcellati, come se fossero stati erosi da tempo e topi.

Un uso surreale della materia, che nasce da esperienza di vita tragiche. Un uragano nel 1992 smembrò le pareti di casa. Da qui l'idea che niente è indistruttibile, che tutto è vulnerabile e quindi tutto si può distruggere, come le coreografie che disegna, strappate infatti durante le esibizioni.

Sperimentatore inarrestabile, nel 2008 ha fondato con Alex Mustonen il progetto collaborativo d'architettura, Snarkitecture. Il Florida Marlins ballpark di Miami, gli ha commissionato due opere di arte pubblica che dovrebbero essere inaugurate nel 2012.

Opere di Daniel Arsham
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