Newspeak: British Art Now. Alla Saatchi Gallery una nuova generazione di artisti - parte II

Continua il percorso nelle sale di Newspeak: British Art Now, alla Saatchi Gallery, tra quelle che potrebbero essere le opere di cui si parlerà negli anni futuri.

Sala 4. Il mio artista preferito dell'esibizione: Barry Reigate con i suoi grandi dipinti fatti di personaggi fumetto e atti di violenza, dove tutto si accumula in un caos colorato. Reigate utilizza la stessa visione anche per le sculture. Iain Hetherington dipinge non le persone, ma gli abiti, gli accessori, i loghi con i quali spesso gli appartenenti ad una gang vengono identificati. Bellissimo tratto, bellissimi colori, l'artista disegna sfondi che fondono diversi generi, dall'impressionismo all'espressionismo astratto.

C'è poi la sala delle geometrie sotto forma di disegno e pittura, affidate a Pablo Bronstein e Alastair MacKinven. Quest'ultimo passa dalle forme astratte di alcuni dipinti ai ritratti realizzati con poster ripiegati dentro una cornice. Oltre che particolari rientrano in quel genere di critica nei confronti della società, che riutilizza valori e miti, fuori contesto.

Poi c'è la coperta pixel di Rupert Norfolk, la scultura fluttuante Madame Blavatsky di Goshka Macuga, i collage dettagliati di William Daniels, le tele technicolor dai pigmenti esotici di Sigrid Holmwood, la pittura simbolica di Ged Quinn. C'è anche un po' di reality tv. Nel senso che c'è un'installazione di Eugenie Scrase, uscita dal programma della BBC2, School of Saatchi. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma come ho aperto l'altro post con il bambino di littlewhitedead, così chiudo questo, con la loro gang di predatori che mettono all'angolo la loro vittima. E il pubblico diventa partecipe e complice.

Leggendo, osservando in giro, visitando mostre, mi sembra di notare delle reazioni nel mondo dell'arte anglosassone, e la mostra ne è una dimostrazione. Pur nel rimpianto dell'arte che ha reso celebre il paese, quella degli ormai MYBAs (middle-aged Young British Artists), si cerca un'arte che duri nel tempo. Insomma non c'è più questa ricerca affannosa di solo ciò che è giovane, nuovo, eccessivo. La post-YBA è transgenerazionale, più posata e più mista in termini geografici. Inglesi con origini anche di altri paesi, che hanno scelto l'estero per vivere e lavorare (ad esempio Berlino).

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