Festa dell'Architettura. Resoconto dalla conferenza stampa 4/06/2010

Inizia con oggi una settimana per me dedicata all'architettur: seguirà infatti questa prima edizione della Festa romana dell'Architettura che si propone con un titolo impegnativo: Index Urbis.

Venerdì scorso ho partecipato alla conferenza stampa a cui erano presenti gli assessori alla Cultura di Comune e Provincia, l'ass. all'Urbanistica del Comune, il presidente dell'ordine degli architetti di Roma, il presidente della Camera di Commercio e il curatore della Festa, Francesco Garofalo: nel video un estratto della conferenza, che si è svolta intorno alle 11 in Campidoglio presso la Sala degli Arazzi, realizzato da Musei in Comune.

Cosa mi è rimasto della conferenza. Innanzi tutto l'entità della Festa: in tutto 100 eventi grazie all'incredibile risposta della città, fra gallerie, musei, istituti di cultura, studi di architetti che hanno collaborato creando ben 71 eventi collaterali disseminati sul territorio urbano. Una piccola invasione. In secondo luogo il desiderio, genuino nelle parole del curatore e nell'impostazione dell'evento, di far uscire l'architettura fuori dall'architettura, contaminandosi con altri ambiti: lo dimostra, ad esempio, il fatto che quattro "co-curatori" (come li definisce Garofalo) provenienti da ambiti diversi siano stati chiamati ad occupersi di diverse sezioni della Festa: penso al prof Stefano Catucci, giornalista e docente di filosofia, che ha curato la sezione Sguardi, o a Paolo Valente, architetto immerso nei mondi digitali cha ha curato tutta la sezione Festa al Macro Testaccio misurandosi con due imponenti installazioni in uno spazio non facile come quello della Pelanda (un ex mattatoio), o ancora a Giorgio De Finis, regista e antropologo romano scelto come "event manager" per la complessa gestione degli eventi collaterali. Lo stesso si dica per il coinvolgimento di non-architetti chiamati a confrontarsi con i temi della Festa. Due nomi fra tutti: Serge Latouche e Carlo Ratti.

Infine "Index Urbis": un titolo difficile che punta a far emergere a partire dalla Festa un "indice" di problemi, aspettative e interrogativi sul futuro prossimo di Roma: una Roma contemporanea capace (e forse costretta) di guardare dal suo passato verso il presente.

A conferenza finita mi intrettengo qualche minuto in più nella sala degli Arazzi, giusto il tempo per essere vivacemente sospinta fuori da un addetto alla sicurezza che dichiara: "Sta per passare in sindaco". Mi ritrovo così davanti ad una curiosa e inaspettata sfilata: Alemanno, La Russa e consorte, un folto gruppo di militari che marciano verso le scale.

In effetti il sindaco avrebbe dovuto essere presente, ma che l'arte possa competere con le forze armate nelle agende politiche di chi ci governa è cosa purtroppo tutta da verificare...

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