Se i quadri potessero parlare: la spassosa fanpage di Facebook

Quattro giorni fa, per gioco e per caso, Stefano Guerrera apre una curiosa ed esilarante pagina Facebook dal titolo "Se i quadri potessero parlare". Oggi a pochissimi giorni dall'apertura la fanpage vanta più di 140.000 fan. Che sia una bella dose di dissacrante ironia il segreto per far riavvicinare il grande pubblico all'arte?

Se ve lo siete persi, Se i quadri potessero parlare è un'esilarante fanpage di Facebook che in questi giorni sta spopolando, e conquistando con le sue battute irriverenti una miriade di iscritti al social network. La pagina nasce solo quattro giorni fa, ma una bella dose di divertentissima -e pungente- ironia e dobbiamo riconoscere, un punto di acuta genialità del suo giovanissimo creatore, le hanno regalato in breve più di 140.000 fan (adesso saranno molti di più, lo so), fan che crescono ad un ritmo impressionante.

È iniziato 4 giorni fa, così per gioco. Ora siamo 100,000 mila. Ancora stento a crederci. Mi hanno detto che ho copiato la qualunque, mi hanno detto che sono blasfemo, omofobo e mi hanno anche duplicato la pagina in toto. Io volevo solo dire che spero vivamente di avervi strappato anche solo un sorriso, perché per questo è nato tutto.

Questo è quello che scrive chi sta dietro la pagina Facebook Se i quadri potessero parlare, Stefano Guerrera, ingegnere informatico di 25 anni, sorpreso a sua volta dall'impressionante scalata della sua paginetta, nata per gioco e per caso. O forse no. Dato che Stefano partorisce questa piccola grande idea proprio nel leggere l'appello di queste settimane per riportare la storia dell'arte nelle scuole superiori. L'arte adesso l'aiuto io, pensa Stefano. E altro non fa che portare su Fb quello che molti studenti hanno fatto per anni durante le lezioni di arte al liceo, altri più burloni e "perditempo" anche nelle aule magne dell'università.


Stefano riscrive la sua personalissima storia dell'arte con Snapchat, traducendo i presunti pensieri segreti dei soggetti dei più grandi dipinti di sempre in dialetto romano o in chiave comunque scherzosa, spassosissima sicuramente. Una fanpage di Facebook da prendere alla leggera, nata come un gioco e che deve restare un gioco per sorridere. Forse l'ennesima prova che il grande pubblico apprezza le letture più dissacranti, vivaci e veraci, molto meno la storia dell'arte accademica spiegata in modo troppo serioso e/o soporifero.

Cogliamo al balzo l'occasione però, per sottolineare l'importanza dell'insegnamento della storia dell'arte nel nostro Paese, culla di un patrimonio culturale inestimabile, da conoscere, da studiare, da tutelare. Magari possiamo anche far nascere una riflessione, per pensare nuovi approcci più attuali in grado di coinvolgere gli studenti di oggi, sfruttando tutte le potenzialità della tecnologia, dei social e della multimedialità in generale. Nel frattempo però, ci concediamo due risate con la gallery delle opere d'arte più famose della storia. Secondo Stefano.

  • shares
  • Mail