Anthony Caro è morto, lutto nel mondo della scultura

Se n'è andato alla soglia dei novant'anni, uno dei più grandi scultori astratti della storia dell'arte.

Anthony Caro, foto by SHAUN CURRY/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

L'annuncio è arrivato dalla famiglia solo ieri, eppure lo scultore britannico Anthony Caro, che era stato visto in pubblico per l'ultima volta la settimana scorsa, in occasione dei Frieze Masters a Regent's Park, è scomparso nella giornata di mercoledì.
Ingegnere, professore, 89 anni e una fama costruita sugli assemblaggi, Caro, anzi, a voler esser precisi Sir Anthony Caro, dato che l'artista è stato insignito di numerose onorificenze tra le quali anche quella di baronetto, ha avuto il merito di scardinare l'arte plastica per eccellenza, dal peso eccessivo dei suoi costituenti, concedendole la capacità di anelare. Mitico assistente della leggenda Henry Moore (nel biennio 1951-1953), sarà ricordato ben oltre.
Anthony Caro, foto by BEN STANSALL/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.
E' così che uno dei più grandi esponenti dell'astrattismo plastico ancora viventi se n'è andato, lasciando la pittrice Sheila Girling con la quale era sposato, due figli, tre nipoti e un mondo artistico in lutto.
Le sue elaborazioni metalliche color block hanno segnato il mondo della scultura classica introducendo in un paesaggio estetico particolarmente restio ai cambiamenti, stille di un pensiero modernissimo, acquisite nella sua formazione ed elaborate in modo personale da uno scultore dalla silhouette terribilmente british che ricorda quella di un famoso regista del terrore. I suoi allievi si sono fatti valere ai quattro angoli del mondo (come Tony Cragg che con le sue ritorsioni è esposto proprio in questi giorni alla Fiac negli spazi di Thaddaeus Ropac) e continuano a perpetuare un'eredità caratterizzata da coraggiose incisioni nel reale; che sopravvive in alcuni tra i luoghi più rappresentativi dell'arte contemporanea, come la "cattedrale" Tate Gallery di Londra che ospita "Early One Morning" (1962), unione di travi e pannelli metallici arancio ed appartengono proprio a Nicholas Serota, direttore della Tate, le parole con le quali ci piace ricordarlo allo stesso tempo per il talento e il carattere:

lo scultore più notevole degli ultimi cinquant'anni (...) un uomo di grande umiltà e umanità.



Anthony Caro, foto by Oli Scarff/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | next.liberation.fr/arts

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