Viaggio in Turchia: affascinanti Permanenze a Roma

"Permanenze. Appunti di viaggio e di paesaggio in Turchia", per calarsi in un paese giovane e frizzante visto da nove italiani.

Viaggio in Turchia | affascinanti Permanenze a Roma, Valerio de Filippis, Dialoghi sulle Fate (2013) t. m. su compensato, cm (29,7 x 21)

Una collettiva di pittura e scultura dal nome poco effimero. Si chiama infatti "Permanenze" la mostra visitabile gratuitamente fino al 22 novembre 2013 durante gli orari d'apertura degli uffici, presso presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma, in Piazza della Repubblica, dove abbiamo piacere di ritornare dopo gli scorci di Izmir. Nove voci del panorama artistico italiano contemporaneo (Sabrina Carletti, Lucia Ciaccia, Ugo Cossu, Valerio De Filippis, Massimo Franchi, Pasquale Nero Galante, Giancarlo Montuschi, Claudio Orlandi e Antonio Taschini).

Viaggio in Turchia | affascinanti Permanenze a Roma, UGO COSSU,  appunti di un viaggio a Gobekli

Spunti diversi riuniti in un percorso espositivo a cura di Angelo Andriuolo e di Francesco Giulio Farachi, in collaborazione con Ars Imago Dei, Lentarte, Radio Colonna, svelano il loro particolarissimo e personale rapporto con una nazione che ha saputo imprimersi a fondo nel loro vissuto, come sottolinea un estratto delle parole dello stesso Farachi:

Cosa può rappresentare oggi un viaggio in Turchia? La scoperta e la meraviglia, certo. Scorci e paesaggi diversi di un Paese che raccoglie nel suo territorio e nella sua cultura memorie e vestigia millenarie, sopravvivenze e autenticità che si conservano nel presente intatte, incontri e scambi e traffici al crocevia fra mondi adiacenti, la rivelazione di una Natura varia e sorprendente, anche la modernità più dinamica e vivace di una civiltà composita. Ma la Turchia, frontiera e consistenza, ha fascino ulteriore e straordinario, è una terra di immaginaria realtà, è vicina, simile e altra, è una terra in cui, chi arriva e sosta, conquista una dimensione unitamente di oggettività e magia che poi rimane dentro, che si trasforma in visione densa, sicura, persistente.

Perché gli autori delle opere in mostra hanno avuto modo di richiamare sul posto gli echi di lontane radici e trasferirli in lavori che riecheggiano tutto il fascino dei paesaggi, dei colori, e della gente.

Via | turchia.it/spazioespositivo

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